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Tutorial Corso per tecnico del suono: lezione 1 B - approfondimenti per strumentazione

Discussione in 'Finalizzazione e Mastering' iniziata da Francesco Nano, 8 Giu 2011.

  1. Francesco Nano

    Francesco Nano Partecipante

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    Dopo aver letto la prima lezione sulla strumentazione per l'home recording, possiamo porci ora la domanda iniziale: dove voglio arrivare con le mie registrazioni?

    Ha davvero senso mettersi nelle condizioni di registrare professionalmente a casa mia oppure è sufficiente per me riuscire a realizzare dei validi provini che verranno riregistrati in un secondo momento in studio di registrazione (a discapito di quella calma e tranquillità che, in casa, può essere generosa ispiratrice per la tua creatività -- in studio, se non si è abituati al lavoro, c’è sempre più tensione ed è sempre necessario guardare l’orologio tra una take e l’altra)?

    A tal proposito ti consiglio spassionatamente di ascoltare l’intervista audio realizzata di recente con il tecnico del suono Michele d’Anca, noto costruttore audio, che, tra le altre cose, ha sottolineato come, secondo il suo parere, una band emergente abbia altre priorità a cui guardare prima dell’attrezzatura…

    In effetti il limite è proprio questo: in realtà moltissime cose si potrebbero anche registrare con una banale microfono usb… ma ha senso nel tuo caso spendere 200 € per un microfono di quel tipo quando, molto probabilmente, tra qualche mese ti troverai nella condizione di dover registrare due microfoni in contemporanea? Non ti suona meglio, piuttosto, acquistare con 300 € 1 scheda audio ed un microfono in modo da evitare, dopodomani, di dover rivendere il tuo microfono usb e cercare, in ogni caso, una scheda audio con microfono separato?

    Il mondo dell’audio è bello perché è vario: professionisti del calibro di Stefano Castagna (che ho avuto l’onore di intervistare poco tempo fa su scuolasuono.it -- trovi l’audio intervista a questa pagina Guerra tra studi di registrazione ed home recording? Forse ma... | Scuolasuono.it ) più volte mi hanno riferito di aver mixato dei lavori particolarmente ispirati e registrati con un microfono usb: ovviamente però, dal punto di vista qualitativo, hanno dovuto fare i miracoli per far assomigliare quelle registrazioni ad un vero disco…

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    Cerchiamo perciò di dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte: quello che sto cercando di fare è di darti una panoramica generale in maniera che tu possa tranquillamente effettuare le tue decisioni oppure informarti in maniera più approfondita nei forum dedicati all’audio su quale sia la soluzione migliore in questo momento, per te ed in base al tuo budget.

    Facciamo un piccolo salto di categoria: poniamo il caso di un musicista che desidera registrare nella propria sala prove la propria band e la propria musica.

    Il primo grande scoglio da superare è la registrazione della batteria, ed i costi lievitano: a meno che il batterista non utilizzi una batteria elettronica (dotata di un’uscita stereo) per registrare una batteria acustica sono necessari un minimo di quattro microfoni nelle situazioni meno impegnative fino ad arrivare a 13 o anche 15 microfoni nelle situazioni più particolari. 13 microfoni da registrare contemporaneamente significa disporre non solo di 13 microfoni e 13 calvi microfonici, ma anche di una scheda audio in grado di registrare almeno 13 canali contemporaneamente e di 13 preamplificatori.

    Il preamplificatore è un componente dedicato all’amplificazione del segnale microfonico. Il segnale elettrico prodotto in uscita da un microfono è un segnale molto molto piccolo. Per fare in modo che questo segnale venga correttamente immagazzinato nel computer attraverso la scheda audio è necessario che esso venga amplificato adeguatamente prima di essere registrato. L’esempio tipico di pre è quello dei canali del mixer: il primo potenziometro di ogni canale infatti è solitamente il cosiddetto GAIN. Quel potenziometro permette di amplificare i segnali dei microfoni che giungono al mixer in maniera che possano essere gestiti adeguatamente dai componenti elettronici a valle all’interno dell’architettura del mixer (equalizzatori, faders, somma, ecc…).

    In una situazione di questo tipo la spesa aumenterà notevolmente: 500 € per la scheda audio che, solitamente , integra 8 preamplificatori + 500€ per un modulo con 8 preamplificatori aggiuntivi è il set up tipico di un home recording studio. Questo tipo di configurazione ovviamente ti costringerà a ottimizzare la gestione dei canali: per registrare infatti tutti gli strumenti contemporaneamente serviranno almeno 8 canali di registrazione dedicati alla batteria ed i rimanenti otto per voci, chitarre, tastiere, eccetera… apriamo una piccola parentesi sulla modalità di registrazione: è meglio registrare tutta la band assieme oppure, come spesso si usa fare negli studi di registrazione, è meglio registrare un componente del gruppo alla volta? Ci sono diverse scuole di pensiero però possiamo dire che, in linea di massima, registrare tutta la band assieme aiuta a velocizzare il lavoro ed, a parità di sforzo, migliora l’amalgama del gruppo nella registrazione.

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    Viceversa, registrando uno strumento alla volta, il grande vantaggio sarà la precisione sonora della registrazione (per l’esempio precedente, i 10 microfoni posizionati su una batteria riprenderanno non solo il suono della batteria ma anche quello degli altri strumenti che suonano vicino alla batteria e di conseguenza in fase di mixaggio tutto ciò andrà a discapito della qualità).

    Tuttavia registrare uno strumento alla volta e un lavoro molto lungo, a volte estenuante e, per ricreare il sound ed il feeling della band, sono spesso necessarie moltissime ore di lavoro in post produzione…

    Secondo me, dal mio personalissimo punto di vista, l’approccio migliore è quello di fare le cose con testa, senza estremismi: ad esempio si può pensare di registrare in due momenti diversi, prima la band e poi le voci… in questo modo si lavora con un concetto ibrido è si trae giovamento da entrambi i modi di procedere. Questo metodo però è consigliabile solo se l’obiettivo finale non è quello di realizzare un vero proprio disco ma piuttosto una demo, un brano da mettere su myspace, una registrazione ufficiale ma senza velleità di spettacolare qualità sonora, un buon compromesso insomma…

    A me personalmente è capitato spesso di creare e registrazioni sia con questo tipo di approccio sia con un metodo leggermente più raffinato: tutti i musicisti che suonano assieme nella stessa stanza, microfoni sulla batteria, basso, chitarra e tastiere registrati direttamente col jack e passati attraverso simulatori di ampli per l’ascolto dei musicisti… In questo modo si ottiene una discreta pulizia sui canali della batteria e, ovviamente, una pulizia assoluta sulle tracce degli strumenti registrati in linea.

    In entrambi i casi però ci si trova di fronte a delle difficoltà: amplificatori potenti di chitarre e bassi che suonano vicino ai microfoni della batteria non ti aiuteranno ad ottenere suoni di batteria qualitativi ma il lavoro sarà più rapido e più veloce ed appagante nell’immediato. Viceversa, registrando tutto ciò che non è “batteria” via cavo avrai la necessità di provvedere agli ascolti di ogni musicista (una cuffia per un musicista con relativo ampli in cui spesso è necessario effettuare un mixaggio differente) è di ricreare delle sonorità credibili con gli emulatori di ampli. Gli amici chitarristi e bassisti sanno bene che suonare con l’ampli di fianco non è la stessa cosa che suonare con un amplificatore virtuale in cuffia, perciò anche in questo caso bisogna valutare quale risulta essere il compromesso migliore nella situazione specifica. Moltissimi altri dettagli sono spiegati nel PDF “Registrare il tuo live -- L&R”.

    Per concludere possiamo dire che con una cifra che si aggira tra i 500 ed i 1000 euro è possibile ottenere un set up base per registrazioni non eccessivamente qualitative con un massimo di due canali; i balzi sostanziosi nell’investimento avvengono quando si ritiene necessario poter disporre di un ascolto professionale e/o di un sistema di ripresa dotato di molti canali in registrazione e molti microfoni.

    Probabilmente speravi di poter trovare all’interno di questo articolo tutte le informazioni necessarie sugli oggetti da acquistare ma, come vedi, il mondo dell’audio che apparentemente può sembrare intuitivo, in realtà necessità di un bel po’ di ragionamenti al fine di ottimizzare il proprio budget… Il mio consiglio è quello di informarti quanto più possibile nel dettaglio delle apparecchiature che ti piacciono prima di cacciare dei soldi!

    Mi auguro comunque che queste righe ti siano state utili a farti un quadro di quelle che sono le possibilità ed i “diritti-doveri” relativi all’home recording.

    Nella prossima puntata corso per tecnico del suono promosso da Scuolasuono.it affronteremo in breve l’argomento microfoni e procedure di registrazione. Con l’augurio di un buon proseguimento musicale ti rimando al prossimo articolo. Ti segnalo che, parallelamente alla pubblicazione del nuovo articolo, verrà pubblicata anche l’intervista audio a Enrico Lafalce di Electric Garage, storico fonico di Jovanotti (Britti, Renga, Subsonica, Ruggeri e moltissimi altri). A presto!

    Francesco Nano

    PS: ti sarei grato se potessi aiutarci a promuovere questa iniziativa gratuita cliccando il pulsantino “Mi Piace” e condividendo via email e su Facebook il link a questa pagina.


    Risorse consigliate:

    Corso per tecnico del suono di Scuolasuono.it
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    Articolo originale:
    Corso per tecnico del suono: attrezzature per home recording | Scuolasuono.it
     
    8 Giu 2011
    #1
    A edad2ooo piace questo elemento.
  2. LeXiuS

    LeXiuS Nuovo Iscritto

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    FL Studio 10 XXL Producer Edition
    interessante
     
    10 Giu 2011
    #2
  3. Francesco Nano

    Francesco Nano Partecipante

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    7 Giu 2011
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    Grazie mille :)
     
    12 Giu 2011
    #3

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