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Diritto d'autore, SIAE e burocrazia..facciamo chiarezza!

Discussione in 'Altri Tutorial' iniziata da Blackhat, 3 Giu 2014.

  • by Blackhat, 3 Giu 2014 alle 00:02
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    Ciao a tutti! :)

    Visto che ultimamente ho letto qualche discussione su questo argomento e visto che ho avuto modo di approfondire (tramite l'Università) in modo adeguato alcuni di questi concetti, ho deciso di raccogliere un po' di appunti e parlare un po' del diritto d'autore e cose inerenti. In allegato a questa discussione, troverete dei fac-simile di moduli SIAE e contratti, giusto per farvi un'idea pratica di come sia fatto un modulo di registrazione alla SIAE, licenza DJ ecc.

    In fondo a questo articolo ho anche inserito una parte di FAQs.

    Se ci sono domande specifiche scrivetele sotto e cercherò di rispondere ma, il mio intento è quello di dare uno sguardo generale alla questione. Ci sono comunque alcuni argomenti che non conosco e ai quali mi sarà difficile essere d'aiuto.

    Nota: Le cifre (in euro) riguardanti le sanzioni potrebbero non essere aggiornate correttamente.


    Cominciamo!

    Il diritto d'autore, nel nostro paese viene trattato dal Codice Civile (tramite leggi generali) e da una legge speciale (Legge 633 del 1941 sul diritto d'autore)
    Il codice civile tratta il diritto d'autore in maniera indicativa, dettando delle linee guida e dove le disposizioni del codice risultasse insufficienti, prevale la legge 633/1941 sul Diritto d'Autore.
    Da notare che la legge speciale PREVALE sulla legge generale ma non la annulla. Di fatto, è solamente una legge più dettagliata.

    1) Disposizioni del Codice Civile

    Art. 2575: formano oggetto del diritto d'autore tutte le opere dell'ingegno di carattere creativo appartenenti alle varie arti ed espresse in qualsiasi forma.

    Cosa si intende con il termine "carattere creativo"? Si intende la contemporanea presenza di originalità e novità oggettiva, nel senso che l’opera deve presentarsi differente dalle opere preesistenti e deve essere frutto di un’elaborazione personale del suo autore.

    Art. 2576: il titolo originario dell'acquisizione del diritto d'autore è la creazione dell'opera, quindi è sufficiente, per essere titolari dei diritti su un'opera, poter dimostrare oggettivamente di averla creata.

    Art. 2577: l'autore ha il diritto esclusivo di sfruttare economicamente la propria opera, nei limiti fissati dalla legge (vedi: diritto di sfruttamento economico), e anche dopo aver ceduto i diritti a terzi, può opporsi a modifiche, deformazioni o usi della sua opera che siano lesivi della sua reputazione (vedi: diritto morale).

    Art. 2579: ad artisti, attori e interpreti delle opere – anche se esse sono di domino pubblico – spetta il diritto ad un equo compenso per chiunque trasmetta, incida o sfrutti economicamente (in ogni modo e con ogni mezzo) la loro rappresentazione / esecuzione (vedi: diritti connessi). Artisti, attori e interpreti hanno inoltre diritto di opporsi alla diffusione delle loro rappresentazioni / esecuzioni, se queste sono lesive della loro reputazione (vedi: diritti morali).

    2) Legge sul Diritto d'Autore (Legge 633 del 1941)

    Come già detto, la legge 633/1941 prevale sull' art. 2575 c.c. ove questo rimane generale.

    La legge 633 del 1941 considera protetti da diritto d'autore:

    - opere letteriarie
    - composizioni musicali
    - opere coreografiche o pantomimiche
    - opere grafiche e fotografiche
    - opere cinematografiche
    - software
    - basi di dati

    Prima di definire cosa si intende con "Proprietà" di un'opera, diamo una piccola distinzione importante.

    L'oggetto del Diritto dell'Informazione (la branca del diritto che si occupa della difesa degli interessi di chi esprime la libertà di manifestazione del pensiero e di chi intende comunicare al pubblico il proprio pensiero, entrambi sanciti dall'Art. 21 della Costituzione) viene tradizionalmente considerato in due aspetti distinti:
    • Corpus misticum: ovvero l'opera immateriale dell'ingegno, in sè e per sè, come concepita nella mente dell'autore.
    • Corpus mecanicum: ovvero la sua realizzazione materiale, che fa sì che l'opera sia percepita da altri. Il corpus mecanicum ha sempre giocato un ruolo determinante nel diritto dell'informazione, conducendo alla settorializzazione degli àmbiti, a seconda del medium (radiotelevisivo, stampa ecc...)

    Proprietà di un'opera: essa diviene effettiva quando l'opera è trasposta da corpus misticum a mecanicum, ovvero quando si ha la realizzazione materiale dell'opera.


    E' necessario a questo punto chiarire un punto fondamentale, e cioè che il diritto d'autore NON è un solo e unico diritto!
    Il diritto d'autore infatti, è una rappresentazione complessa di vari diritti, tutti originali, esclusivi ed indipendenti. Ciò significa che l'autore può quindi decidere se concedere o negare l'utilizzo a terzi delle sue opere e la cessione a terzi di uno dei diritti sull'opera non comporta la cessione dei restanti.

    [Esempio: se una casa discografica compra il diritto di copia e distribuzione, non per questo ha acquisito anche il diritto di riproduzione]



    I diritti dell'autore, come già delineato nell'art.2577 c.c., sono di due tipi:
    • diritti di sfruttamento economico (o patrimoniali) dell'opera, cedibili (SOLO tramite contratto scritto) e quindi soggetti a transazioni economiche

    • diritti morali, propri ed originali dell'autore, ad esso inalienabili ed incedibili.

    I diritti di sfruttamento economico sono:
    • Diritto di inedito: è l'autore a decidere se l'opera può essere sottoposta o meno alla fruizione del pubblico. E' un suo diritto quello di non rappresentare l'opera.

    • Diritto di riproduzione: è di pertinenza dell'autore il diritto a riprodurre e diffondere l'opera come meglio crede. Corrisponde a grandi linee a quello che nel diritto anglosassone è conosciuto come copyright e, come vedremo dopo, è gestito dalla sezione musica della SIAE come D.R.M. (Diritti di Riproduzione Musicale). I D.R.M. si pagano per effettuare la copia dell'opera. L'autore ha inoltre il diritto esclusivo di fissare l'opera su qualsiasi tipo di supporto riproduttore di suoni o immagini, su cui detiene tutti i diritti.
    [Esempio: un provider che veicoli sulla sua banda un'opera per consentirne la trasmissione tra un venditore e un acquirente non è tenuto a pagare i diritti di riproduzione, incombenza riservata a chi vende l'opera]
    • Diritto di trascrizione: ovvero di trasposizione da un formato all'altro (es. da orale a scritto).
    • Diritto di esecuzione: sempre all'autore appartiene il diritto di eseguire in pubblico, gratuitamente o a pagamento, l'opera. Gestiti sempre dalla sezione musica della SIAE come D.E.M. (Diritti di Esecuzione Musicale). I D.E.M. si pagano per effettuare l'esecuzione pubblica dell'opera. Non è considerata pubblica esecuzione la rappresentazione dell'opera all'interno della cerchia familiare, del convitto, di scuole e di istituti di ricovero, purché non a scopo di lucro. Lo stesso se l'esecuzione ha luogo all'interno di centri sociali, istituti di assistenza, associazioni di volontariato, purché destinata a soci o invitati e non a scopo di lucro. In ogni caso (anche in ambiente privato) viene considerata esecuzione pubblica, e quindi soggetta al pagamento di DEM, una qualsiasi esecuzione alla presenza di più di 25 persone.

    • Diritto di comunicazione: è il diritto a diffondere via cavo o etere l'opera. Diritto nato di conseguenza alle innovazioni tecnologiche: si è tentato, tramite quest'espressione, di condensare tutte le modalità di fruizione dell'opera dettate dall'emergere di nuove tecnologie.

    • Diritto di distribuzione: ovvero il diritto di distribuire, gratuitamente o a scopo di lucro, l'opera originale o le sue copie effettive. Il diritto di distribuzione si applica anche all'importazione a fini di redistribuzione di opere dai Paesi Extracomunitari.
    • Diritto di traduzione e modificazione: diritto a tradurre un'opera e pubblicarne la traduzione in altre lingue o dialetti.

    • Diritto di pubblicazione in raccolta: l'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare le proprie opere in raccolta. Può confliggere con i diritti morali laddove un autore si vedesse nell'accostamento ad altri autori un'offesa.

    • Diritto di noleggio e prestito: è dell'autore il diritto a cedere a terzi per tempo limitato, a scopo di lucro, copie dell'opera. Il diritto sussiste anche dopo la vendita o la distribuzione dell'opera. L'autore, anche dopo la cessione del diritto di noleggio a terzi, ha comunque diritto ad un'equa remunerazione economica.

    • Diritto di sincronizzazione: è dell'autore il diritto di acconsentire o meno che ad una propia opera vengano associate immagini
    I ditti morali invece, sono diritti tipici del diritto di area latina.
    Proteggono l'immagine dell'autore anche dopo la cessione di tutti i diritti sull'opera e non possono essere ceduti a terzi. I diritti morali, alla morte dell'autore, possono essere esercitati dai diretti discendenti o dai parenti più prossimi.


    Pubblico dominio: un'opera diviene di pubblico dominio alla scadenza dei diritti su di essa. I diritti d'autore (in Italia) durano tutta la vita dell'autore e sino al settantesimo anno solare dopo la sua morte. Nel caso di opere con più autori, l'opera diviene di pubblico dominio dopo 70 anni dalla morte dell'ultimo coautore. Per quanto riguarda i diritti connessi, la loro scadenza è fissata a 50 anni dalla morte del possessore.


    Trasmissione dei diritti d'autore.

    I diritti patrimoniali possono essere ceduti in qualsiasi modo previsto dalla legge. La cessione di una o più copie dell'opera non comporta la cessione dei diritti di sfruttamento dell'opera stessa. La trasmissione dei diritti di utilizzazione dev'essere provata per iscritto. (vedi file:bozza di contratto cessione editoriale)


    3) Diritti connessi al diritto d'autore.

    I diritti connessi (in inglese neighbouring rights) tutelano gli artisti, gli interpreti e gli esecutori che svolgono la funzione di mediazione tra autore e pubblico, come già sancito dall'art.2579 c.c. Non è escluso che l'autore e l'esecutore coincidano (es. cantautori).
    La legge 633/1941 riconosce questi diritti alle seguenti categorie: artisti ed interpreti esecutori, produttori di fonogrammi, produttori di opere cinematografiche e audiovisive, organismi di radiotelevisione. Qui approfondirò solo i 2 che ci interessano maggiormente.

    Produttore di fonogrammi: persona fisica o giuridica che si assume la responsabilità della fissazione su supporto dell'opera sonora (cioè l'etichetta discografica). Sono di sua pertinenza i diritti di riproduzione, distribuzione, noleggio e prestito, messa a disposizione del pubblico del suo fonogramma. Produttore di fonogrammi e interpreti hanno inoltre diritto a compenso per uso dell'opera protetta in opere cinematografiche, esecuzioni pubbliche, diffusione radiotelevisiva. L'esercizio del diritto spetta al produttore di fonogrammi, che ripartisce il compenso con gli artisti e gli interpreti esecutori. Il produttore ha il diritto di opporsi all'utilizzazione del fonogramma nel caso questa rechi danno ai suoi interessi industriali (vedi: diritti morali). La durata dei diritti del produttore di fonogrammi è di 50 anni dalla fissazione dell'opera su supporto. La durata del diritto è estesa a 75 anni per le edizioni critiche. Si pensa di aumentare ulteriormente la durata del produttore di fonogrammi per prevenire i campionamenti selvaggi.

    Artisti interpreti ed esecutori: sono gli attori, i cantanti, i musicisti, i ballerini e le altre persone che ballano, cantano, recitano, declamano o eseguono in qualunque modo opere, siano esse protette o di dominio pubblico. Essi hanno diritto di autorizzare la fissazione della loro prestazione artistica, di riproduzione, di comunicazione, di messa a disposizione del pubblico, di distribuzione, di noleggio e prestito. Artisti interpreti ed esecutori detengono inoltre il diritto ad opporsi alla diffusione della loro prestazione, ove questa sia offensiva nei loro confronti (vedi: diritto morale). Essi hanno inoltre il diritto a un equo compenso anche laddove avessero ceduto i loro diritti al produttore di fonogrammi o al produttore di opere cinematografiche, secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 20 luglio 1945 n°44045. Anche i diritti di artisti interpreti o esecutori durano 50 anni dalla fissazione dell'opera o dalla sua pubblicazione.


    4) Copia privata.

    Lo sviluppo di tecnologie facilmente accessibili a tutti ha portato, a partire dagli anni '60, al proliferare della pratica di eseguire copie di opere – in particolare musicali – per uso personale. Data l'impossibilità di perseguire queste piccole violazioni del diritto d'autore, si è pensato di rendere lecita la copia privata ad uso esclusivamente personale, e di remunerare il diritto d'autore per vie traverse, mediante la tassazione dei supporti vergini (in base alla loro capacità) e delle apparecchiature di registrazione (al 3% del prezzo di listino).
    E' dunque consentita la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persone fisiche ad uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro. La riproduzione non può essere effettuata da terzi.


    5) Diritto d'autore in opere collettive.

    Definito dalla Sezione II del Capo IV, Titolo I della legge 633/1941. E' considerato autore dell'opera collettiva chi ne dirige la creazione. Il diritto di sfruttamento dell'opera collettiva spetta all'editore, mentre ai singoli collaboratori spetta il diritto di riproduzione sulla propria parte, a patto che sia indicata la data di pubblicazione l'opera collettiva da cui è tratta.

    Opere cinematografiche: sono da considerare coautori dell'opera cinematografica il soggettista, lo sceneggiatore, l'autore della musica e il direttore artistico (regista). I diritti di sfruttamento economico spettano al produttore, che non può introdurre modifiche senza il consenso degli autori. Gli autori delle musiche e delle parti letterarie (sceneggiatura) possono riprodurle o utilizzarle liberamente, salvo ledere i diritti di sfruttamento spettanti al produttore. Se il produttore non completa l'opera nel giro di tre anni dalla consegna della sceneggiatura e delle musiche, o non la fa proiettare entro tre anni dalla realizzazione, gli autori delle parti musicali e letterarie hanno diritto di disporre liberamente dell'opera stessa.


    6) Gestione del diritto d'autore

    Registro di deposito delle opere.

    Registro di Pubblicità e Deposito delle opere è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. La SIAE cura un particolare registro per le opere cinematografiche e i software. La registrazione certifica sino a prova contraria l'esistenza e la pubblicazione dell'opera. Autori e produttori dell'opera indicati nel Registro sono, fino a prova contraria, riconosciuti come titolari dei diritti.

    Realizzazione di supporti fonografici

    I supporti fonografici su cui sono incise opere dell'ingegno devono riportare le seguenti indicazioni: titolo dell'opera nome dell'autore nome dell'artista interprete o esecutore data di fabbricazione e devono essere realizzati in modo da non ledere il diritto morale dell'autore.

    Tutela penale del diritto d'autore.

    La riproduzione in più copie di quelle consentite dalla legge, la trascrizione, la diffusione, l'esecuzione, la ritrasmissione, di opere protette da diritto d'autore è punita con una multa (fino a più di 2000 euro). La pena si estende alla carcerazione da sei mesi a tre anni, o multa da 2 mila a 15 mila euro, se la violazione è commessa con principale intento lucrativo, o se opere protette vengono riprodotte su supporti privi del bollino SIAE, o se le opere vengono messe a disposizione del pubblico tramite reti telematiche (file sharing). Uguale è la pena per la violazione del diritto di distribuzione (importazione e distribuzione non autorizzata di opere). La violazione del diritto di inedito, del diritto morale e l'usurpazione di paternità (plagio) di un'opera protetta comportano una sanzione sino a un anno di reclusione. Per il noleggio non autorizzato e la realizzazione non autorizzata di bootleg la pena è l'arresto sino a un anno o una multa fino a 5 mila euro.


    7) Cos'è il plagio?

    Distinguiamo 2 casi:

    • Contraffazione: riproduzione di un'opera dell'ingegno non accompagnata da usurpazione di paternità.

    • Plagio: non esistendo alcuna definizione codicistica (= teorica) del termine, si assume come plagio l'illecito giuridico che attenta alla titolarità e all'integrità di un'opera dell'ingegno. A tale mancanza sopperisce comunque ampiamente la letteratura giudiziaria specialistica. Il plagio è di fatto una forma aggravata di contraffazione, detta contraffazione qualificata, e si distingue dalla contraffazione semplice, che consiste nella mera riproduzione dell'opera senza usurpazione di paternità: l'agente plagiario (colui che commette il plagio) ripropone i requisiti salienti di un'opera dell'ingegno preesistente, elaborandone alcune parti e presentandola come completamente nuova (e in ciò consiste l'usurpazione di paternità).
    I parametri di massima per definire il plagio non sono definiti, come si diceva, dalla normativa, ma dalla prassi giurisprudenziale. Indicativamente sono:

    1. Concorrenza di contraffazione e usurpazione di paternità.

    2. Riproduzione totale o parziale dell'opera plagiata. In caso di riproduzione parziale, le parti plagiate devono costituire elementi sostanziali dell'opera plagiata, da cui emerga la personalità creativa dell'autore originale.

    3. Intenzionalità dell'agente plagiario di commettere il plagio.

    4. L'oggetto del plagio non è la semplice idea, ma la sua rappresentazione in forma espressiva.

    L'opera plagiaria è, per sua natura, priva di carattere creativo e pertanto non suscettibile di tutela giuridica. Non è determinante l'intenzione lucrativa dell'agente plagiario, così come l'eventuale danno economico.
    Parlare di plagio equivale a parlare di riconoscibilità. Infatti l'agente plagiario potrebbe introdurre piccole varianti, senza per questo rendere molto dissimile l'opera plagiaria dall'originale plagiato. L'orientamento dei giudici, specie in materia di musica pop, è quasi sempre quello di non considerare particolarmente le similitudini nelle battute, con la consapevolezza che la somiglianza di due pezzi è spesso dovuta non solo alla loro struttura, ma anche al fatto che molto frequentemente ambedue le composizioni non sono di per sè innovative, derivando da numerose composizioni già edite precedentemente.

    Vedere a questo proposito la sentenza n° 14026/97 del Tribunale di Milano sul caso Albano contro Jackson: "trattandosi di brani musicali, il giudizio sul plagio deve essere condotto con riguardo precipuo alla melodia, ossia alla componente del linguaggio musicale che, specie se si tratta di musica leggera, esprime con maggior immediatezza ed incisività il nucleo creativo del brano e consente di individuarlo e riconoscerlo. Tuttavia appare opportuno sottolineare immediatamente che il rilievo della melodia deve essere correlato non già alla sua percezione soggettiva da parte di un imprecisato pubblico, ma alla sua percepibilità oggettiva. In altri termini, il giudizio va espresso sulla base di elementi oggettivi, desunti dalla struttura melodica del brano, da apprezzare e valutare secondo il condivisibile orientamento tradizionale, nei suoi elementi essenziali". In base a tali criteri il Tribunale di Milano ha rilevato la forte similitudine dei due brani (in particolare le prime sei misure de I cigni di Balaka di Al Bano corrispondono alla prime tre di Will you be there di MIchael Jackson, scritte in tempo dimezzato) concludendo che le forti identità riscontrate concernono la struttura melodiche, mentre le differenze sono solo dei dettagli. Ciononostante, “entrambi i temi sono molto simili, se non identici, a quelli di Tall Hope di Coleman (1960), Just another day wasted away di Tobias e Turk (1927) e Bless you di Eddie Lane e Don Baker (1939)". Da ci ne segue che “I cigni di Balaka non pu considerarsi nella parte che sembrerebbe ripresa da Will you be there, brano dotato di quel gradiente di originalità suscettibile di fondare la tutela invocata in base alla legge sul diritto di autore”. Da tale sentenza emerge dunque che, malgrado la forte somiglianza dei due brani, non si pu parlare di plagio in quanto i due brani risultano essere praticamente identici ad altre canzoni popolari americane, in particolare a Bless you.


    Campionamento: si intende per campionamento l'utilizzo di una parte di un'opera dell'ingegno, fuori dal suo contesto originario. Il campionamento di un'opera deve essere autorizzato dall'autore.

    Nel 1997 i Verve pubblicano l'album Urban Hyms, da cui è estratto il singolo Bitter sweet symphony, per il quale era stato utilizzato senza autorizzazione un campionamento di archi da una cover orchestrale di un pezzo dei Rolling Stones, campionamento che ha inoltre un ruolo essenziale nel determinare il grande successo del singolo. La Decca, etichetta dei Rolling Stones, chiede il ritiro dal commercio di Urban Hyms e il 100% dei diritti editoriali e di master. Il ritiro dal commercio dell'album, che contiene altri pezzi, non viene concesso, ma la piccola etichetta indipendente dei Verve, che nulla avrebbe potuto in sede giudiziaria contro una major, è costretta a sottostare alle condizioni imposte, e a scrivere nei credits del disco "per gentile concessione della Decca".


    8) SIAE e IMAIE

    La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) è una cosiddetta collecting society: detiene l'autorizzazione esclusiva a svolgere attività di intermediario per la tutela dei diritti di rappresentazione, esecuzione, comunicazione al pubblico e di riproduzione di opere tutelate. Tutte le collecting societies del mondo sono in rapporto di reciprocità (cioè ognuna conosce e pu consultare il catalogo delle sue sister companies), per questo se si esegue in pubblico un brano di un artista americano si paga la SIAE, che poi redistribuirà la parte di diritti dovuta alla collecting society di competenza. Sono compiti della SIAE: concedere le autorizzazioni all'utilizzo delle opere per conto e negli interessi dell'autore, incassare i proventi derivanti dalla concessione di queste licenze e infine ripartire i proventi tra gli aventi diritto.
    Il monopolio della SIAE non pregiudica il diritto dell'autore a tutelare direttamente le proprie opere. Il diritto ad autorizzare la ritrasmissione delle opere per via radiotelevisiva è esercitato dagli aventi diritto esclusivamente tramite la SIAE. Per i detentori dei diritti connessi la SIAE agisce in base a convenzione con l'IMAIE o con altre società deputate all'amministrazione dei diritti connessi.
    Dal 2000 il bollino SIAE ha assunto valore antipirateria: qualsiasi supporto sprovvisto di bollino è considerato pirata.
    La SIAE è organizzata in sezioni, ciascuna delle quali si occupa di un determinato ambito di opere e detiene un registro nella quale vengono registrate le opere con i rispettivi autori (vedi modulo registrazione SIAE in allegato).
    • Sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative): amministra i diritti relativi alle opere letterarie (comprese le traduzioni) e a quelle di arti visive come pittura, scultura, grafica, fotografia, computer art. riproduzione, la recitazione, la comunicazione al pubblico radiotelevisiva e su reti telematiche, riproduzione e di diffusione televisiva o su reti telematiche.

    • Sezione Cinema: amministra i diritti relativi a opere cinematografiche e simili (film, telefilm, fiction e programmi televisivi). Le principali emittenti televisive nazionali corrispondono alla SIAE un compenso forfettario da ripartire tra gli autori di opere tutelate dalla sezione Cinema. Nei compiti svolti dalla sezione Cinema rientra anche la tenuta del Pubblico Registro Cinematografico, nell'ambito del sistema di contributi statali alla cinematografia nazionale.

    • Sezione Lirica: amministra i diritti relativi alle opere liriche, i balletti, le opere pantomimiche e le coreografie. E' tutelato il diritto derivante da rappresentazioni in pubblico, diffusioni radiotelevisive o su reti telematiche, riproduzioni cinematografiche o su supporto.

    • Sezione Musica: amministra i diritti di riproduzione (DRM) e di pubblica esecuzione (DEM) relativi alle opere musicali con o senza testo letterario, e degli estratti musicali da opere liriche e operette di competenza della sezione Lirica e DOR. I diritti di riproduzione meccanica sono calcolati sul prezzo di vendita del supporto, senza tener conto della fama dell'artista o della tiratura o delle condizioni del mercato. Non sono di competenza della sezione Musica i diritti di riporduzione a stampa e di sincronizzazione delle opere musicali.

    • Sezione DOR (Drammatica, Operette e Riviste): amministra i diritti relativi a opere drammatiche, operette e opere analoghe, anche create apposta per la diffusione radiotelevisiva, e tutela i diritti relativi alla pubblica esecuzione, alla riproduzione meccanica e alla comunicazione al pubblico radiotelevisiva e su reti telematiche.


    L' IMAIE (Istituto Mutualistico Artisti Interpreti ed Esecutori) si occupa della raccolta e della redistribuzione dei diritti connessi spettanti appunto agli artisti interpreti ed esecutori. Agisce in convenzione con la SIAE, ma non è ancora entrato in piena attività. Nei primi tempi l'IMAIE ha dovuto affrontare alcuni problemi per essere riconosciuto, a causa della posizione di monopolio ex lege della SIAE.

    9) Licenza DJ

    Dal 2008 è disponibile un particolare tipo di licenza detta Licenza Sperimentale DJ che consente ad un dj di poter effettuare un determinato numero di copie lavoro di brani che ha regolarmente acquistato. Questo però non significa che il dj con questa licenza abbia acquistato il diritto all'esecuzione delle opere.
    Inoltre la licenza DJ riguarda SOLO il diritto di copia. Non riguarda i diritti connessi, per i quali il soggetto dovrà “arrangiarsi” contattando la SIAE o l'IMAIE e pagarli separatamente.

    10) Contratti

    Per concludere, una piccola nota riguardo i contratti (che immagino molti di voi avranno stipulato con qualche label). In generale, in ogni tipo di contratto potrebbero essere incluse delle cosiddette clausole vessatorie. Cosa sono le clausole vessatorie?

    Sono clausole del contratto che, anche se redatte in buona fede, volgono a particolare svantaggio del cliente, o vanno espressamente contro i suoi diritti. Sono vessatorie clausole che escludono o limitano la responsabilità del professionista in caso di morte o danno del cliente causata da un'omissione del professionista, o di inadempimento del contratto, così come quelle che prevedono da un lato l'impegno definitivo del consumatore, e dall'altro l'impegno condizionato alla volontà del professionista. Sono inoltre vessatorie le clausole che negano il rimborso al consumatore in caso di recesso o di inadempienza da parte del professionista, che impongono penali eccessive in caso di inadempienza da parte del consumatore, che riconoscono al professionista ma non al consumatore il diritto di recesso, che consentono all professionista di recedere dal contratto senza preavviso, che estendono l'adesione del consumatore a clausole di cui non ha potuto prendere visione, che consentono al professionista di modificare unilateralmente il contratto, o il prezzo da corrispondere per i beni o i servizi forniti senza che il consumatore possa recedere dal contratto. Clausole di questo tipo sono da considerare nulle, mentre il resto del contratto, se legittimo, resta in vigore.

    Vi lascio con alcune FAQs da leggere PRIMA di aprire i topic e con un link a una pagina che raccoglie alcuni dei topic salienti del nostro forum su questo argomento ;)

    FAQs:

    Q: Un'etichetta vuole pubblicare un mio pezzo. Devo obbligatoriamente essere iscritto alla SIAE?
    A: Sì. L'autore non può concedere direttamente autorizzazioni, né stipulare contratti riguardanti i diritti patrimoniali dei suoi brani. In genere nel contratto c'è scritto che l'Autore è obbligato ad essere iscritto alla SIAE (vedi bozza di contratto cessione editoriale in allegato)

    Q: Ho fatto la licenza DJ. Quante copie posso fare?
    A: Dipende dal tipo di licenza che hai ottenuto. Concretamentre dipende da quanto hai pagato (vedi licenza DJ in allegato per maggiori dettagli)

    Q: Ho la licenza DJ. Significa che posso suonare tranquillamente tutti i miei cd?
    A: No. Significa che puoi fare un massimo di n copie (a seconda della tua licenza) ma non puoi suonarle in un locale. Il gestore del locale, dovrà assicurarsi di pagare i D.E.M. alla SIAE (tramite il Borderò. Vedi file in allegato). Inoltre ricordati che la lcienza DJ non è valida per i diritti connessi, che dovrai pagare a parte alla SIAE o all'IMAIE

    Q: Ma allora che differenza c'è fra copia privata e copia lavoro (consentita dalla licenza DJ)?
    A: La copia privata puoi farla solo per uso esclusivamente personale e privato. LA copia lavoro della licenza dj la puoi utilizzare per lavoro.

    Q: Quindi se campiono un brano o un suono è illegale?
    A: a meno che il brano sia in Pubblico Dominio o che tu abbia l'autorizzazione dell'autore e che tu abbia acquistato i diritti necessari, sì, il campionamento non è legale. Tutti i diritti di cui sopra si applicano ad un'opera tutta e in ogni sua parte. Ciò vuol dire che qualsiasi suono di un'opera è protetta, e non solo quello..ad esempio anche lo stesso titolo di un'opera è protetto da diritto d'autore. Certo, qualcuno riuscirà a riconoscere un campione di batteria nella tua canzone? Io credo di no ;)

    Q: Alla SIAE mi ero registrato con un certo nome e voglio cambiarlo. Come faccio?
    A: Contattando direttamente la SIAE

    Q: Alla SIAE ho registrato un brano con un nome ma adesso voglio usare un altro nome per il mio prossimo brano. Come Faccio?
    A: Quando compilerai il modulo di registrazione SIAE per il nuovo brano indicherai un nuovo nome d'arte che sarà associato alla tua persona.

    Q:Un'etichetta estera vuole pubblicare un mio brano ma sono iscritto alla SIAE. Devo iscrivermi anche alla collecting society estera?
    A: No, registrati alla SIAE. Sarà lei che penserà a recuperare i proventi dalla collecting society estera.

    Q: ma quindi se sono in casa mia e faccio una festa con della musica, devo pagare la SIAE?
    A: Se alla tua festa sono presenti più di 25 persone sì, perché l'esecuzione viene considerata pubblica, altrimenti no.

    Q: Siamo 3 musicisti e abbiamo un gruppo. Il nome del gruppo dove lo registriamo?
    A: La SIAE non si occupa di questo. Dovrete registrarlo all' Ufficio Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico

    Q: voglio aprire una mia etichetta discografica. Cosa devo fare?
    A: Devi pagare alla SIAE i diritti d'autore (es: copia e distribuzione) per i brani che ti interessa produrre/stampare e ottenere dall'autore i diritti di copia e distribuzione tramite un contratto di cessione editoriale.

    Q: Vorrei usare una canzone come colonna sonora per un mio video. Devo andare alla SIAE?
    A: In teoria no :) Devi acquistare il diritto di sincronizzazione. Teoricamente lo si acquista direttamente trattando con l'autore del brano (è l'unico diritto per il quale sembra non ci sia di mezzo la SIAE)

    Q: Ma quindi non ho capito. A chi devo pagare i diritti connessi riguardo un cd?
    A: Alla casa discografica che ha stampato il cd. Di fatto, quando tu fai una copia o utilizzi un cd, non solo stai utilizzando musica di un certo autore, ma stai utilizzando un supporto che è stato prodotto (ed è di proprietà) di un determinato produttore di fonogrammi

    Q: ma quindi dovrò sempre avere a che fare con i diritti connessi?
    A: Praticamente sì. Tranne il caso in cui un autore stampi da solo il proprio cd. Ma anche in questo caso, se l'autore si indica all'IMAIE come produttore di fonogrammi di quello specifico cd, dovrai versare i diritti connessi (che andranno all'autore stesso).

    Q: Come deposito un'opera alla SIAE?
    A: Puoi farlo via posta oppure direttamente con la consegna a mano in varie sedi (Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Palermo e Roma)

    Q: Cosa devo consegnare, al momento del deposito di un'opera?
    A: Leggi QUI

    Q: Voglio fare un remix. Devo pagare?
    A: Sì, devi pagare i diritti di copia e modificazione, più i diritti connessi. Altrimenti quello che farai sarà considerato Bootleg (e quindi non autorizzato e illegale)

    Q: Ho meno di 18 anni. Posso iscrivermi alla SIAE e depositare opere?
    A: Certo e non dovrai pagare nulla tranne un bollo di circa 30 euro.

    Q: Ho meno di 16 anni. Posso iscrivermi alla SIAE e depositare opere?
    A: Certo e non dovrai pagare nulla tranne un bollo di circa 30 euro ma dovranno essere i tuoi genitori a firmare i documenti.

    Q: Ma quindi se deposito un brano alla SIAE perdo i diritti sul brano?
    A: La SIAE non c'entra nulla. Tu in quanto autore avrai SEMPRE i tuoi diritti e potrai farli valere SEMPRE. La SIAE si occupa sol odi D.E.M, D.R.M e redistribuzione dei proventi. La legge italiana prevede che una parte della retribuzione sia sempre e comunque garantita all'autore

    Q:Quando firmo un contratto di cessione editoriale perdo TUTTI i diritti patrimoniali sul brano?
    A: La legge italiana prevede che una parte di retribuzione spetti SEMPRE e COMUNQUE all'autore, anche dopo la firma di un contratto di cessione editoriale.

    Q: Ho aperto un locale. Cosa devo fare per poter fare musica?
    A: In primis ottenere i vari permessi del Comune, e poi pagare i diritti di esecuzione musicale (tramite il Borderò che dovrai far compilare all'artista).

    Q: Ma allora perché non far brevettare le opere?
    A: Il brevetto tutela l'elemento ingegneristico, la novità tecnica, mentre il diritto d'autore ravvisa la creazione, non la funzionalità; inoltre il brevetto agisce come tutela preventiva, mentre il diritto agisce come tutela ex post. Di fatto, l'esistenza del brevetto indica che qualcuno debba avere riconosciuto i tuoi diritti sull'opera, mentre il diritto d'autore sorge nel momento stesso della creazione dell'opera da parte del suo autore e non c'è bisogno che qualcuno li riconosca ad esso.

    Allegati
    Bozza contratto di cessione editoriale.pdf
    Licenza SIAE DJ 02-20010.pdf
    Bollettino Deposito Opere.pdf
    Borderò.pdf









    Ciao :birra:
    Blackhat
     
    Last edited by a moderator: 16 Giu 2014
    A Notilio, niko94, Edi J e 2 altri utenti piace questo messaggio.
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Commenti

Discussione in 'Altri Tutorial' iniziata da Blackhat, 3 Giu 2014.

  1. KalDee
    Bellissima guida, grazie!
    A Blackhat piace questo elemento.
  2. Blackhat
    di niente :birra:
    A Fuentolino piace questo elemento.
  3. DEM Digital Music
    Ciao, credo sia importante far chiarezza sul discorso SIAE. Spesso gli artisti sono molto disinformati in merito. Trovo quindi davvero lodevole questa iniziativa. Ho notato un'informazione non corretta e mi sento in dovere di farlo notare perché credo sia nell'interesse di tutti avere le idee chiare su questo argomento. La risposta alla prima domanda è errata.

    Q: Un'etichetta vuole pubblicare un mio pezzo. Devo obbligatoriamente essere iscritto alla SIAE?
    A: Sì. L'autore non può concedere direttamente autorizzazioni, né stipulare contratti riguardanti i diritti patrimoniali dei suoi brani. In genere nel contratto c'è scritto che l'Autore è obbligato ad essere iscritto alla SIAE (vedi bozza di contratto cessione editoriale in allegato)


    La risposta corretta è "NO". L'iscrizione e la dichiarazione dei brani presso la SIAE non è obbligatoria in generale e non è necessaria al fine di pubblicare un brano. Il contratto a cui fai riferimento è un contratto di edizione. I contratti di edizione sono diversi da quelli discografici. Il primo "gestisce" la parte relativa ai diritti d'autore (per farla molto semplice), mentre il secondo si concentra sulla commercializzazione dei brani concessi.

    Lavoro nel settore (indipendente) da qualche anno e ti assicuro che quando si preparano le pratiche SIAE per una pubblicazione è possibile specificare se l'autore è iscritto SIAE o meno. Nel caso non lo sia si procede alla pubblicazione comunque. Certamente l'artista non iscritto non percepirà mai una lira dalla SIAE.

    Se volete parlarne ulteriormente, io sono disponibile. :)

    Grazie.
  4. guest
    Bellissima guida, però ho un dubbio ( so che è brutto da dire ma ) se dovessi usare un sample di una canzone di un artista deceduto es. Elvis Presley, Michael Jackson..ecc.
    Cosa dovrei fare?
  5. Blackhat
    sono passati 70 anni dalla sua morte? se sì, dovresti controllare che il brano sia caduto in pubblico dominio (informati presso la SIAE) e se è di pubblico dominio non devi fare nulla, puoi utilizzarlo come vuoi. Altrimenti devi chiedere i diritti di cui sopra all'autore e al produttore. se te li concedono bene altrimenti non puoi fare niente. Questo legalmente parlando..poi, se tu usi una frase di elvis in un tuo brano, senza avere ottenuto i permessi....non credo che qualcuno verrà a lamentarsi.. ;)
    ps: ho scritto 70 anni ma dipende dal paese dove il brano è ufficialmente depositato
  6. guest
    Ok grazie blackhat :)
  7. brun hello
    bella guida e molto utile! ho un paio di domande, io fra una settimana mi sto trasferendo a londra , con l intenzione di rimanerci a lungo, vorrei registrare un nome, sapete dirmi se posso registrarlo all estero e magari quale ente , sarà il corrispettivo dei brevetti italiani? riguardo ai contratti, siae si siae no , nella pratica, uno che ancora non ha pubblicato nessun pezzo su etichette , conviene registrasi subito alla siae?( in caso mi registrerei a quella inglese). poi se il pezzo vende c è tempo per registrarsi e ottenere i diritti di esecuzione? grazie
  8. guest
    Scusate, volevo sapere un ultima cosa sul campionamento, se io campiono un pezzo di canzone è lo riedito devo ancora necessariamente chiedere i permessi ?
  9. Blackhat
    non so nel regno unito come funzioni (leggi sono diverse)..comuqnue puoi registrarti quando vuoi ma ti conviene farlo nel momento in cui sai che un tuo brano verrà utilizzato da altri (radio,tv,dj ecc)..altrimenti dalla siae non prendi soldi
    A brun hello piace questo elemento.
  10. Blackhat
    tu hai campionato un brano quindi sì..è come se prendessi un brano intero e lo modificassi..le leggi di sui sopra valgono sul brano tutot e in ogni sua parte..
  11. brun hello
    c è un modo per registrare il proprio nome sulla rete in modo da "bloccarlo " per non farlo utilizzare da altri ,per poi andare alla sede dei brevetti? grazie
  12. antovm
    una domanda...per un inedito si può usare vocaloid?
  13. brun hello
    scusate, un altra domanda, ho preso un acapella di erika baduh e ne ho estratto alcune parole , non ho preso parti di cantato, solo versi, tipo " oohh oohh" per capirci :D , ora come dovrei muovermi per chiedere un autorizzazione? invio una richiesta alla label per e-mail, dovrei fargliela ascoltare? potrei anche telefonare per entrare in contatto con chi è di ruolo? comunque sia dovrei sempre fargliela ascoltare? grazie
  14. Redstylez
    Ma esistono anche organi simili alla SIAE all'estero???
    Un'altra domanda perché per uscire con alcune label italiane devi essere iscritto alla SIAE???
  15. antovm
    alcune tipo la doctor of chaos non richiedono l iscrizione alla siae.
  16. antovm
    si esistono organi simili ma meno ladri
  17. luna
    ciao volevo chiedere un'informazione..se un produttore mi presenta un contratto discografico preso da internet,da un blog,ha validità giuridica?

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