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Gli italiani e la loudness war

Discussione in 'Finalizzazione e Mastering' iniziata da Desmond, 13 Mar 2021.

  1. Desmond

    Desmond Utente Molto Popolare

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    Innanzitutto spero di aver azzeccato la sezione e di non aver aperto un doppione.
    Vengo al dunque, sto cercando in tutti i modi di capire come mai in ITALIA si faccia ancora a gara a chi suona più forte, quando ormai da qualche anno il target per lo streaming è fissato a -12/14LUFS. Basti vedere Sanremo che da capo a coda ha dei mastering picchiatissimi a -8, -7 o addirittura -3, compressi a tal punto che tutta la dinamica dei brani va a farsi fottere (vedasi l'ultimo video di reaperiani dove li analizza uno per uno).
    Non me lo spiego, sul serio, a meno che non mi addentro nel mondo dei motivi futili, ovvero:
    Ho pensato che la loudness war da sempre porta il pane in tavola ai mastering engineer, soprattutto quelli con dell'attrezzatura buona, e che un target a -14 rende obiettivamente il mastering più accessibile anche ai fonici "amatoriali", dunque molti professionisti se ne sbattono e continuano a cavalcare il trend del "più è forte più è professionale".
    Ho pensato che queste compressioni pazzesche siano incentrate per far suonare equilibrati i brani anche dagli speaker scrausi dei cellulari, dato che ormai molti ascolti arrivano proprio da li.
    Rimane il fatto che obiettivamente il trend dei mastering in Italia è pessimo, lontano anni luce dagli standard Americani o di qualsiasi altro paese, il che tralaltro complica le cose anche agli emergenti italiani, perché proponendosi con dei mastering corretti adeguati agli standard streaming, rischiano potenzialmente di non venire considerati perché i capoccia della discografia ancora inseguono standard vecchi di anni.
    Sono l'unico a porsi ste domande?
     
    13 Mar 2021
    #1
  2. JAGO

    JAGO Bitwig 2 Official end user certificated Utente VIP

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    nel fare i miei master, mi capita di analizzare delle tracce recenti di musica dance, e ti sono sincero non trovo differenze di Lufs rispetto a 10 anni fa o più, personalmente mi confronto con americani soprattutto. Probabilmente è consuetudine oggi giorno, fare più master a seconda del supporto dove deve andare la traccia, se è per gli store la si spinge a livelli di loudness war, mentre per le piattaforme di streaming si è vincolati dai vari algoritmi, quindi per non degradare la traccia, fare un master per questi supporti è conveniente
     
    13 Mar 2021
    #2
  3. Tony Black

    Tony Black Mixing addicted Utente VIP

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    Il problema in Italia non è il mastering. O meglio, forse è l'ultimo dei problemi.

    "Di la" (USA/UK) *nessuno* a *nessun* livello si permette di fare un video dove critica pubblicamente il lavoro altrui in questa maniera.
    A *nessun* livello. Ripeto.

    Qui da noi invece anche chi non ha grandi risultati da sventolare si alza la mattina e pubblica video criticando l'operato altrui.
    Giusto per fare un po' di caciara e tirar su una manciata di views.


    Il perché "di la" la musica suona bene e "di qua" no è abbastanza ovvio.
    Ma è meglio che non lo dico sennò è facile che qualcuno s'offende.

    Magari il problema fosse il mastering. Magari davvero.


    Passiamo avanti.

    Sinceramente il trend di cui parli a me non risulta (almeno per il tipo di prodotti su cui pongo l'attenzione).

    Se parliamo di uscite mainstream USA/UK anche recentissime a me sembra di notare che si stia ben più alti dei -14 LUFS.

    Ad esempio adesso è uscito fresco fresco Bruno Mars con "Leave the door open" che nonostante non sia un brano molto denso e chiaramente dal sound "rilassato" si attesta intorno ai -10 LUFS.

    Stessa cosa The Weeknd con "Save your tears".
    Ti basta già spostarti su l'ultimo album di Miley Cirus per spostarti sui -8.

    Idem in UK con ad esempio per l'hip hop Stormzy o per il rock The 1975.

    Stanno tutti molto alti.

    A mio avviso nell'immaginario collettivo si è creata questa idea del "se suona forte suona male" perché si crede che la loudness si possa ottenere esclusivamente tramite compressione e limiting aggressivi.

    E chiaramente compressione e limiting aiutano ma i prodotti USA/UK suonano benissimo anche se arrivano a valori RMS elevati perché mixano con grande tecnica.

    Il mastering ha poco a che vedere col volume finale.

    Se il mix è fatto in un certo modo, ti basta far lavorare pochissimo il limiter per essere molto molto loud.

    In altre parole...I volumi finali che ottengono sono più una conseguenza di come fanno il mix che della ricerca fine a se stessa del "volume".
     
    Ultima modifica: 13 Mar 2021
    13 Mar 2021
    #3
    A MRK_LAB e JAGO piace questo messaggio.
  4. JAGO

    JAGO Bitwig 2 Official end user certificated Utente VIP

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    sono pienamente in linea con quanto dice Tony, di recente ho analizzato alcune tracce di un artista house molto conosciuto, ho trovato in alcune sue recenti produzioni picchi a -7 Lufs, la traccia in questione suona da far paura, non una distorsione, una profondità incredibile, un low end accurato, ci si può mordere le dita ma c'è gente con i maroni sotto che mette mano ai pezzi di questi artisti
     
    14 Mar 2021
    #4
    A MRK_LAB piace questo elemento.