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Guida al Missaggio - Volumi e Panning

Discussione in 'Finalizzazione e Mastering' iniziata da AzoraRulez, 14 Ott 2010.

  1. AzoraRulez

    AzoraRulez Colonna del Forum

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    Molto spesso mi capita di sentire in giro (anche su questo forum), delle buone idee musicali sviluppate con originalità e attitudine che però si scontrano con una realtà che spesso ne riduce di parecchio la qualità: il missaggio. Mi piacerebbe dare una mano a chi è alle prime armi con alcuni tutorial “entry level” sostanzialmente derivati da uno dei libri che ritengo essere un testo fondamentale per chi si avvicina a questo complesso argomento : “The mixing engeneer’s handbook” di Bobby Owsinski. Spero che l’iniziativa possa essere utile a qualcuno.

    Concetti generali
    In questo primo tutorial affrontiamo brevemente i concetti generali legati al corretto approccio da avere ne confronti del missaggio dei nostri brani. Intanto comincerei subito col dare una definizione di missaggio:

    “Il missaggio è il processo nel quale le singole tracce audio di un registratore multitraccia (sia esso hardware o software) vengono mescolate, bilanciandole mediante il mixer o consolle.
    Durante il missaggio vengono poi messi a punto volumi, equalizzazione, posizionamento stereofonico dei singoli suoni, onde ottenere un risultato complessivamente gradevole, o comunque utile alla necessità del prodotto finale.”

    Già da questa semplice definizione ci possiamo rendere conto dell’importanza di una cosa che, personalmente, ritengo essere il punto di partenza di tutto il processo: “il prodotto finale”.
    L’approccio al missaggio deve essere assolutamente consapevole, chi si appresta a mettere mano a livelli, equalizzatori, compressori ecc. deve avere le idee chiare e deve aver dato le proprie risposte alle domande: “che tipo di prodotto voglio confezionare?”, “che sonorità intendo ottenere?”.
    Questo, assieme all’uso consapevole di tutti gli strumenti a nostra disposizione, ci consentirà di raggiungere il nostro obiettivo senza perdite inutili di tempo e senza “fuorvianti” tentativi fatti alla cieca.
    Avendo quindi ben chiaro l’obiettivo da raggiungere, ci si appresta ad affrontare la parte divertente e creativa del processo, il “come faccio ad ottenere le sonorità che ho in mente?”.
    Come già detto, abbiamo molti “tools” che ci consentono di intervenire in maniera puntuale sulle nostre tracce audio, ma la cosa importante è, ancora una volta, l’approccio.
    Si dice che tutti i grandi “mixers” abbiano un approccio tridimensionale al processo di missaggio, ovvero ragionino in termini di “altezza”, “profondità” e “spazialità”.
    Questo vuol dire che il raggiungimento del prodotto finale passa attraverso il fare in modo che nel mix sia presente tutta la gamma delle frequenze utili (altezza), sia presente il giusto ambiente per ogni strumento (profondità) e che infine ognuno di essi sia posizionato correttamente nel panorama uditivo dell’ascoltatore (spazialità).
    Evidentemente nel primo caso si farà ricorso all’equalizzazione, nel secondo ad effetti tipo riverberi e delay, nel terzo al panning.
    Ma dopo aver detto queste cose, vediamo come schematizzare gli elementi fondamentali per il processo di missaggio:

    Bilanciamento dei volumi : come abbiamo detto il missaggio parte proprio da qui, dalla miscelazione delle varie tracce audio che abbiamo nel nostro multitraccia (o comunque nel nostro host), ottenuta attraverso la regolazione dei singoli livelli di volume;
    Spettro delle frequenze: tutte le frequenze devono essere rappresentate in maniera appropriata nel nostro mix, naturalmente in funzione del tipo di prodotto che intendiamo ottenere;
    Panorama : tutti gli elementi sonori devono essere posizionati correttamente nel panorama sonoro;
    Dimensione : ogni elemento sonoro deve essere collocato in proprio ambiente;
    Dinamica : il volume di ogni elemento sonoro deve essere controllato nel suo sviluppo;
    Originalità : ogni mix dovrebbe essere unico ed originale, anche se non sempre questo accade!

    Il bilanciamento dei volumi
    Nella prima parte abbiamo parlato del bilanciamento dei volumi, e lo abbiamo definito in questo modo: “la miscelazione delle varie tracce audio che abbiamo nel nostro multitraccia (o comunque nel nostro host), ottenuta attraverso la regolazione dei singoli livelli di volume.”

    L’elemento di base del processo di missaggio è indubbiamente il bilanciamento dei volumi. Senza un buon bilanciamento di base è molto difficile procedere con il resto del lavoro. Bilanciare i volumi non vuol dire semplicemente mettere mano ai faders, ma analizzare ed ascoltare tutti gli elementi che compongono l’arrangiamento del brano che intendiamo mixare.
    Un elemento dell’arrangiamento può essere composto da un singolo strumento come la voce o la chitarra solista, oppure da un gruppo di strumenti come ad esempio il basso e la batteria.
    Più precisamente, nella musica contemporanea, l’arrangiamento è composto in linea di massima dai seguenti sei elementi:

    Spesso ci troviamo di fronte ad un insieme di tracce che non riusciamo a bilanciare in maniera soddisfacente, in quanto nell’arrangiamento esistono degli elementi che vanno in conflitto ovvero che suonano nella stessa gamma di frequenze, allo stesso volume nello stesso momento.
    Supponiamo che nel nostro brano ci siano una partitura di synth ed una di chitarra molto simili e che entrambi gli strumenti abbiano un suono simile, inevitabilmente le parti tenderanno ad essere confuse, impastate e sarà estremamente difficile riuscire a dar loro la giusta evidenza e la giusta collocazione nel nostro missaggio.
    In questa fase siamo ancora in tempo per intervenire sull’arrangiamento e possiamo decidere di modificare una delle partiture magari spostandola d’ottava, oppure eliminare una delle parti che entrano in conflitto.
    L’intervento sull’arrangiamento del brano, nella quasi totalità dei casi, ci risolve il problema del conflitto, ma se quelle partiture sono assolutamente immodificabili abbiamo comunque la possibilità di intervenire sul mix con qualche trucchetto :

    Possiamo abbassare sensibilmente il livello di una delle tracce che vanno in conflitto, dando così maggiore risalto ad uno strumento e mettendo in secondo piano l’altro;
    Possiamo decidere di intervenire sull’equalizzazione (ma lo faremo in un secondo momento), in modo da eliminare la sovrapposizione di frequenze;
    Possiamo decidere di intervenire (anche in questo caso in un secondo momento), sul posizionamento degli strumenti in conflitto attraverso l’uso del panning, in modo da separarli nell’orizzonte uditivo dell’ascoltatore.
    Ma da dove cominciamo a bilanciare i suoni del nostro brano?
    Il metodo più utilizzato è quello che parte dai suoni bassi (kick e basso), ed attorno ad essi bilancia tutto il resto aggiungendo, uno alla volta, tutti gli strumenti presenti nel nostro arrangiamento.
    Quindi: mettiamo in “mute” tutte le tracce (ad eccezione del kick e del basso) e facciamo in modo che, come suggeriscono i più famosi “mixers” americani, cassa e basso stiano attorno a -6/-7 db sui singoli indicatori e ci diano un livello complessivo di (orientativamente) -3 db sul master.
    Iniziamo a questo punto ad inserire il resto delle tracce, sempre una alla volta, tenendo presente che è buona abitudine far apparire il più presto possibile nei nostri monitor l’elemento “lead” dell’arrangiamento, ovvero la voce o lo strumento principale del nostro brano.
    Questo per un motivo molto semplice: l’elemento “lead” dovrà avere un ruolo predominante nel nostro missaggio e, se tardiamo ad inserirlo nel processo di bilanciamento dei volumi, non sarà rimasto più sufficiente “spazio” per ospitarlo. Saremo quindi costretti a rimettere mano a tutto il lavoro fatto fino a quel momento.
    Dicevamo, aggiungiamo le altre tracce bilanciandole rispetto al resto secondo il nostro gusto e avendo sempre in mente il prodotto che intendiamo realizzare.
    Una volta bilanciate tutte le tracce, il livello del master dovrà essere intorno ai -3 db, se non sarà così dovremo fare qualche ritocco (teniamo presente che nulla di ciò che facciamo in questa fase è da considerarsi definitivo).
    Naturalmente esistono anche altre tecniche per bilanciare i suoni, ad esempio il metodo che prevede di posizionare tutti i faders a 0 db di guadagno, poi ascoltare più volte il brano identificando gli strumenti e quindi le tracce che hanno bisogno di un ritocco. Si procede così fino ad ottenere un risultato soddisfacente che comunque deve avere +3 db di livello sul master.
    Questo metodo, come altri, è ritenuto più laborioso e comunque meno efficace rispetto a quello che prevede il bilanciamento dei suoni come un processo per passi successivi ed incrementali descritto prima.

    Il posizionamento dei suoni
    Un argomento semplice ed anche abbastanza veloce, ma non per questo meno importante degli altri. Non sottovalutate mai il posizionamento dei suoni sul fronte sonoro, ma al contrario dedicategli grande attenzione durante il missaggio solo in questo modo riuscirete a dare spazio, ampiezza e chiarezza al vostro mix.
    Il posizionamento dei suoni (panning), ci dà la possibilità di spostare gli strumenti del nostro brano sul fronte sonoro, in modo da poterli sentire distintamente e senza sovrapposizioni.
    Esistono delle regole da seguire relativamente al posizionamento delle varie tipologie di strumenti? Diciamo che il panorama sonoro si divide sostanzialmente in tre aree: centro, destra e sinistra (sembrerà una ovvietà), attorno al centro, solitamente, vengono posizionati kick, basso e tutti gli strumenti che producono suoni gravi. Questo accorgimento tende ad evitare il carico di frequenze basse su di un solo canale audio. Tutto il resto può essere posizionato a seconda del gusto personale, tenendo sempre presente di evitare accuratamente di posizionare qualsiasi strumento in uno dei tre punti considerati off limits nel panorama sonoro: il centro esatto, l’estrema destra e l’estrema sinistra. Questi tre punti sono tipicamente “piatti” e solitamente non ci aiutano a costruire un buon mix.
    :coffee:
     
    14 Ott 2010
    #1
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  2. Himaboy

    Himaboy Utente Attivo

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    bella storia ,quando vi infottate così a scrivere mi leggo tutto.;)Bravo
     
    21 Feb 2012
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  3. Breakstylerz

    Breakstylerz Partecipante

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    Grande!! E' stato interessantissimo!! Però ho un dubbio : ad esempio ho una bassline che come abbiamo detto conviene che stia intorno ai -6 -7 db,ora imposto una compressione con treshold che non faccia superare quei -6 -7 db,la bassline rimane compressa ma non dà ''spinta'' ? Non so se mi sono spiegato.

    Grazie mille comunque
     
    21 Feb 2012
    #3
  4. Blackhat

    Blackhat Duke Nukem Moderatore

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    hai bisogno di un comp per abbassare di volume un suono? credevo bastasse il fader del volume :)
     
    21 Feb 2012
    #4
  5. Breakstylerz

    Breakstylerz Partecipante

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    Bene mi informerò meglio sulle compressioni perché evidentemente non so proprio niente :)
     
    21 Feb 2012
    #5
  6. Blackhat

    Blackhat Duke Nukem Moderatore

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    ahah..è credo la parte più complessa..sapere usare un comp ci vogliono anni di lavoro..e di ascolto..quindi buon lavoro :D
     
    21 Feb 2012
    #6
  7. Massi

    Massi Eroe del Forum

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    Dipende da cosa vuoi fare. Se non ti interessa tanto controllarne la dinamica quanto usarlo in modo creativo per accentuare il fraseggio cassa-basso, se l'arrangiamento lo permette, credo stia cercando una compressione in sidechain con la cassa. Io per questo scopo mi trovo spesso piuttosto bene con i plugin che emulano i circuiti FET, molto veloci. In ogni caso dipende dalla traccia, dalla sua velocità, dalle caratteristiche del comp in questione e dal suono che si vuole ottenere. A volte mi piace il risultato che da una compressione sidechain estrema usata in modo parallelo, missata col segnale dry.
    Purtroppo per accelerare la curva d'apprendimento di questi dettagli servono (oltre che la natura), buoni riferimenti e un bel po' di tempo da perdere :)

     
    21 Feb 2012
    #7
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  8. Breakstylerz

    Breakstylerz Partecipante

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    Massi diciamo che mi sono spiegato male io perché so male io come funziona il compressore che lavora sulla dinamica e non sul volume come in realtà pensavo.
    Comunque detta sinceramente e da ignorante per quanto riguarda il campo della compressione,l'effetto sidechain non mi piace proprio.

    P.S. Ho notato che durante gli applausi del pubblico ad esempio su ''Le iene'' c'è l'effetto sidechain (il battito di mani copre il riverbero)
     
    21 Feb 2012
    #8
  9. Massi

    Massi Eroe del Forum

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    La compressione in sidechain è usata in diversi modi in una quantità spropositata di lavori, nella maggior parte dei quali probabilmente a master ultimato neanche ce ne rendiamo conto anche se l'effetto c'è e si sente. Poi l'effetto "pumping" derivato dal suo uso estremo è un altro discorso e son d'accordo, nella maggior parte delle volte, nelle produzioni EDM è solo causa di tamarrate :)

    Nel broadcasting sia in radio che in televisione è quasi d'obbligo per diverse esigenze.
     
    21 Feb 2012
    #9
  10. giz91

    giz91 Utente Attivo

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    Fruity Loops 7 XXL Production
    Molto utile, grandissimo :)
     
    7 Mar 2012
    #10
  11. S Comp

    S Comp Utente Molto Popolare

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    Ableton madafakin Live
    Talmente tante guide da leggere e cosi poco tempo per farlo :(
     
    18 Set 2012
    #11
  12. Secco

    Secco Partecipante

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    Humm... ma il panning molto aperto, con uno strumento posizionato a destra e uno a sinistra (mettiamo tipo una chitarra da un lato e una dall'altro) non è tipico delle registrazioni tipo degli anni 60 e 70? Voce e batteria in mezzo... No?
     
    9 Ott 2012
    #12
  13. Blackhat

    Blackhat Duke Nukem Moderatore

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    come sempre..dipende dall'effetto che vuoi ottenere..ti posto qui un brano..senti come sono posizionate le chitarre..a me questo mix fa impazzire..lo trovo adattissimo e stupendo! ciao

     
    9 Ott 2012
    #13
  14. Secco

    Secco Partecipante

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    No, ovvio che dipende dall'effetto che vuoi ottenere... A mio parere non dovrebbero esistere regole ferree nell ambito.
    La mia domanda era più rivolta all'osservazione "evitare accuratamente di posizionare qualsiasi strumento in uno dei tre punti considerati off limits", quando mi pareva che invece quello fosse uno standard in tempi passati!
     
    10 Ott 2012
    #14
  15. ale electronic music

    ale electronic music Partecipante

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    Grande Idee molto piu chiare ora..Grazie :)
     
    25 Apr 2013
    #15
  16. Painkiller

    Painkiller Eroe del Forum

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    Mah....
    Da come è scritto un novizio capirebbe che se vuole la cassa la dovrebbe spostare dal centro, e poi viene qui e ci chiede come mai la cassa non pompa!

    Ci sono regola fondamentali a cui non si può porre attrito, come ad esmepio proprio la questione della cassa.
    Gli estremi servono eccome: in singolo ad esempio alcuni elementi periferici tipo effetti o percussioni è preferibile allontanarli dal resto delli strumenti, mentre in coppia, inteso come copia di parti uguali una a 100%L e l'altra a 100%R servono perlopiù nel doppiaggio delle parti vocali per dare presenza (andando poi a trattare il tutto in un bus apposito), oppure su alcuni bassi (stessa procedura come nella parentesi precedente riguardo le parti vocali).

    Credo che comprendere appieno da soli la logica della spazialità, ovvero una cosa molto pratica che si impara con il tempo e l'esperienza, sia molto più fondamentale che ripetere concetti prelevati da un libro ;), per quanto utile questo sia :).
     
    25 Apr 2013
    #16
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  17. cavaliereinesistente

    cavaliereinesistente Eroe del Forum

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    Vero, perché di tutte le chiacchiere che ho letto e sentito sul mixaggio, per quanto valide, nessuna è mai valsa davvero come una giornata al banco insieme a qualcuno che sapesse dove mettere le mani.
    Ma attenzione al fatto che senza paletti e "linee guida" di partenza l'autodidatta tende in genere ad esagerare, proprio per via del fatto che un orecchio inesperto, per poter avvertire un risultato, ha bisogno che questo sia molto marcato. Succede molto spesso ad esempio con la compressione, ma anche proprio con il panning, dove il difetto tipico dell'autodidatta è quello di avere a) tutto schiacciato in mid, oppure all'opposto b) tutto raggruppato in mid e side, con il vuoto pneumatico nella terra di mezzo...
    L'idea di partenza di tenere basse frequenze e leads perfettamente in centro, e per tutto il resto di evitare centro assoluto ed estremi, per me è sacrosanta, se un novizio sperimenta da sè, ma tenendo questa come regola fissa di partenza, probabilmente otterrà buoni risultati più rapidamente di quanto non accadrebbe se facesse tutto da solo ed arrivasse a capire i fondamentali solo dopo una lunga serie di prove, fallimenti ed affinamenti... ;)
     
    29 Apr 2013
    #17
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  18. Painkiller

    Painkiller Eroe del Forum

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    Ehehehehe :LOL:, io agli inizi ne commettevo parecchi di questi pasticci.
    Poi con il tempo e l'esperienza ho imparato a modularmi di conseguenza, perché trattare uno strumento di qualsiasi genere è una cosa, stravolgerlo è un'altra.
    Non è una cosa che si capisce subito, l'effetto da te descritto è la tipica esagerazione dell'autodidatta, tipo chorus sulla voce con depth al 120% oppure riverbero sullo snare di 3 minuti e passa.

    Succede, specie agli inizi :D, il top è quando si tiene tutto ma proprio tutto al centro/mid ma poi se uno ha voglia e passione, con il tempo si affina.
    L'orecchio umano quando non è allenato tende a strafare perché non è ancora in grado di percepire i piccoli cambiamenti, ecco perché serve tanta, ma proprio tanta pratica.

    :coffee:

    Manuel, ti dirò....io alcune volte i lead synth li allontano dal centro, tipo di un pelo tipo il 10-15% in casi regolari, oppure, visto che spesso uso far suonare a due synth in parallelo la medesima melodia, di conseguenza dispongo ognuno sul 40%, rispettivamente L ed R.
    Riguardo i bassi, è regola fissa specie per la dance usare due take/VSTi su entrambi i side, appunto per dare quella tipica presenza che il basso ha nella musica elettronica, specie quella di stampo più ballabile.
     
    29 Apr 2013
    #18
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  19. AzoraRulez

    AzoraRulez Colonna del Forum

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    Grazie a tutti, sono contento che questa guida sia servita ai neofiti :)
     
    27 Mag 2013
    #19
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  20. Muffin

    Muffin Partecipante

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    Domanda, ma equalizzazione, compressione e in generale tutte quelle cose che vanno a incidere sulla dinamica vanno fatte prima o dopo aver regolato i volumi? Nel senso, metto in solo una traccia, la equalizzo e la comprimo finche non mi suona bene, lo faccio con tutte e poi regolo i volumi traccia per traccia o il contrario?

    Seconda cosa, quando painkiller dice di usare per due vst su entrambi i lati, cosa intende, duplicare la stessa traccia e metterla una più a destra e una più a sinistra? Mi ricordo che quando smanettavo con cubase da un mio amico c'era un plugin per fare una cosa del genere senza avere due tracce, possibile?

    Ah su Ableton come si fa a vedere/regolare il panning di una traccia?
     
    28 Mag 2013
    #20

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