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Guida Ho scritto una melodia, ma a quale scala appartiene?

Discussione in 'Composizione e Arrangiamento' iniziata da Nameless, 15 Feb 2011.

  1. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Ho scritto una melodia, ma a quale scala appartiene?


    A quanti di voi capita di scrivere una melodia, ascoltarla e riascoltarla, osservarla nei minimi dettagli per poi arrendersi all'incapacità di capire se è minore, maggiore e a quale scala appartiene? Probabilmente a molti.
    Questo è un insieme di consigli e “trucchetti” per chi ha pochi mezzi, per chi non è dotato di gran sapere musicale, ma ha molta voglia di sforzarsi a capire.
    Mettiamo subito in chiaro che tutto quel che scriverò si basa su pezzi del genere: pop, rock, house, dance, elettronica in genere, ecc...

    Le scale più utilizzate sono Do maggiore e La minore perché non hanno alterazioni in chiave e quindi è più semplice scrivere; Do maggiore e Do minore perché utilizzano per lo più l'ottava del do centrale che per molti strumenti è la parte in cui il suono è più vivo e pulito.
    Per le canzoni consiglio queste tre scale, ma sono decisamente ottime anche: Re minore, Sol maggiore, Fa maggiore, Mi minore e altre..(tutte nelle versioni maggiore, minore naturale e minore armonica).


    Le scale si dividono in due categorie, maggiori e minori.
    Per costruirle sappiamo che ci sono delle successioni di tono semitono che ci permettono di farlo.
    Maggiore: T T S T T T S
    Minore: T S T T S T T
    Minore armonica: T S T T S T+S S.

    Le scale si suddividono in altre due categorie, quelle con i # (diesis) e quelle con i b (bemolli). E siamo arrivati al trucchetto: le alterazioni appaiono nelle scale (o meglio in chiave), seguendo un ordine preciso e prestabilito.
    I diesis per esempio seguono questo ordine fa do sol re la mi si, significa che la scala di sol maggiore che ha un diesis in chiave avrà il fa #, il primo della successione. In pratica se io vi dico che mi maggiore ha quattro diesis, non devo specificare quali sono, vi basterà osservare la successione e individuare i primi quattro. Stessa cose per le altre scale diatoniche.

    Ora, l'altra categoria è quella dei bemolli, e la successione dei bemolli è l'esatto contrario di quella dei diesis, quindi sarà: si mi la re sol do fa.
    Le scale diatoniche maggiori (quelle sui tasti bianchi) in effetti non sono molte, è una sola... il fa. Questa scala ha solo un bemolle, il primo della successione, il si.
    Tutti gli altri bemolli si utilizzano per alcune scale minori e quelle cromatiche.

    Per cui ora sappiamo che dei sette tasti bianchi:

    DO nessuna alterazione
    RE due diesis (fa e do)
    MI quattro diesis (fa, do, sol, re)
    FA un bemolle (si)
    SOL un diesis (fa)
    LA tre diesis (fa, do, sol)
    SI cinque diesis (fa, do, sol, re, la).

    Vi scrivo le minori diatoniche:
    LA (0, armonica sol)
    SI due diesis (fa, do)
    RE un bemolle (si, armonica do# oltre al sib)
    MI un diesis (fa, armonica fa# + re#)
    FA quattro bemolli (si, mi, la, re, armonica si, la, re)
    SOL due bemolli (si, mi, armonica + fa#)


    Premetto che dovrete avere sotto mano le scale principali con le loro alterazioni, almeno quelle fino a quattro diesis e quelle fino a quattro bemolli (sono riportate sopra).
    Diciamo che avete scritto una melodia, magari lunga due battute, la prima cosa da fare è osservarla, se ci sono troppe note che suonano sui “tasti neri”, selezionate l'intera melodia e trascinatela in modo da avere più note sui tasti bianchi possibili, questo vi aiuterà a evitare le scomode scale con troppe alterazioni.
    A questo punto bisogna osservare le note e “identificarle”.
    Le note che dovrete identificare sono, la prima e quelle sui tasti neri!
    Se non ci sono note sui tasti neri, le possibilità ovviamente sono due, o siete in Do maggiore o in la minore naturale. Ma se ci sono tasti neri suonati, allora il trucchetto è questo:
    tenete sotto mano le due successioni:
    # - fa do sol re la mi si
    b - si mi la re sol do fa

    Se nella vostra melodia appare un sib, allora considerate le tonalità con i b, perché se interpretate quella nota come un la#, dovreste poi cercare la scala con cinque diesis in chiave, cinque diesis che voi non avrete nemmeno nella vostra melodia.
    Se avete un fa#, considerate le scale coi #, perché l'alternativa, il solb, è improponibile nel nostro caso.
    A questo punto, una volta capito se dobbiamo considerare i diesis o i bemolli, vi basta contare quanti diesis o bemolli avete nella melodia e cercare la scala con le stesse alterazioni.
    Potrebbe capitare che i vostri diesis non corrispondano a quelli della scala. Per esempio voi potreste avere nella vostra melodia un fa#, un do# e un fa naturale. La scala con il fa# e il do# è quella di re maggiore, oppure quella di si minore. Ma entrambe il fa lo hanno # e non naturale, bene non dovrete far altro che “aggiustare la vostra melodia”, spostando quella nota alla più vicina facente parte della scala, dal fa scendete a mi, oppure se il vostro orecchio lo preferisce, salite al sol.
    Per capire se è minore o maggiore, ci sono delle regole "tecniche", ma non è il caso di menzionarle ora, per cui vi posso solamente consigliare di usare l'orecchio: se la melodia è solare, richiama la felicità, è spensierata, usate la scala maggiore, se è cupa, triste, nostalgica, usate quella minore.

    Considerazioni sullo studio della musica

    Ovviamente la melodia va costruita con arte e non unicamente attraverso delle regole, ma esercitarsi a scrivere melodie seguendo uno schema semplice e sicuro, migliorarle col tempo seguendo delle convenzioni tramandate nei secoli, non farà altro che accrescere la vostra capacità di scrivere melodie ispirate, chiare, compiute e nel migliore dei casi, emozionanti.
    Tutti quanti noi abbiamo la possibilità d'imparare ad esprimerci senza necessariamente studiare le regole dell' italiano, ma la nostra conversazione non spiccherà mai; poco male, se questo non interessa a chi le regole dell'italiano non le ha studiate, in ogni modo saprà farsi capire. Ma nella musica non è così, farsi capire è molto difficile, proprio per via della profondità dei contenuti che vogliamo esprimere tramite questa.
    La melodia è la forma più diretta, è la frase del poeta; e come tale è necessario saperla curare nei minimi dettagli.
    Tutto ciò che oggi sappiamo della musica è frutto di secoli e secoli di evoluzione artistica, in epoche dove i computer non esistevano, la carta e l'inchiostro erano cari e fare i musicisti per lavoro era un'impresa ardua, nonostante questo i più grandi musicisti della storia ci hanno comunque lasciato in eredità svariate forme per esprimere tramite la musica i nostri sentimenti, le nostre sensazioni. Per cui credo che lo studio della musica sia un percorso lungo e arduo, ma necessario a modellare quella sfera del nostro animo dedita alla comunicazione più profonda che esista.
     
    15 Feb 2011
    #1
    A KillerBass, Stefano Iadanza, Lemon Slice e 4 altri utenti piace questo messaggio.
  2. kernell32

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    ragazzi purtroppo il discorso è molto vasto, non lo si può racchiudere in 2 tonalità maggiori e minori..se trovo un sib, potrei essere in tonalità di Do ugualmente..esempio stupido, un bel blues in DO ha il sib..oppure se ho un fadiesis, potrei sempre intenderlo come 4 aumentata della scala di DO..insomma il discorso è molto ma molto vasto..
     
    15 Feb 2011
    #2
  3. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Io non ho capito assolutamente niente! :LOL:

    Se la mia melodia parte da un SOL, per esempio... Se voglio fare una scala in SOL maggiore queste saranno le note che dovrò usare: SOL LA LA# SI DO RE RE# :confused:
     
    15 Feb 2011
    #3
  4. kernell32

    kernell32 Eroe del Forum

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    no la scala di sol è sol, la, si ,do, re mi fadiesis..ma se la tua melodia parte dal sol, nessuno ti vieta di interpretare quel sol come quinta nota dell'accordo di DO , oppure nona dell'accordo di fa..o settima della scala di La etc etc..
     
    15 Feb 2011
    #4
  5. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Ma allora però non coincide con quanto detto nel tutorial:

    Maggiore: T T S T T T S

    E' peggio dell'arabo sta storia! :eek:

    ---------- Messaggio aggiunto alle 19: 28 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 19: 06 ----------

    Facciamo un esempio pratico... Vi posto una melodia...
    Ci leggo note di tutti i tipi ma non ci sono ne diedis ne bemole... Quindi solo Toni e niente Semitoni, giusto?

    Che razza di scala è se per fare una scala devo per forza avere qualche semitono sia se è maggiore sia se è minore?

    Qua mi sa che io non ho nemmeno capito come si legge questa parte:

    [​IMG]
     
    15 Feb 2011
    #5
  6. Ellekappae

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    T è l'intervallo di un tono (es. tra Sol e La)
    S è l'intervallo di un semitono (es. mi e fa)
    Guarda la tastiera per capire meglio.
    Parti dal Sol, aggiungi un tono e arrivi al La, ne aggiungi un altro e arrivi al Si, qua aggiungi un semitono e arrivi al Do,ecc.
     
    15 Feb 2011
    #6
  7. kernell32

    kernell32 Eroe del Forum

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    se suoni tutti i tasti bianchi, avrai toni e semitoni..tra il mi e il fa c'è un semitono..come anche tra il si e il do..

    le note che hai inserito sono nella scala di Do, però involontariamente hai postato un esempio perfetto, la prima battuta al basso suona La e la melodia suona LA SI MI..potrei essere su un accordo di Lam, ma anche di DO, ma anche in tonalità di LA, oppure di MI o anche in tonalità di RE..insomma non è così semplice..chi ha poca esperienza teorica musicale, lo vede come un Laminore..è la cosa più banale..ma ripeto, puoi interpretarlo in diversi modi.
     
    15 Feb 2011
    #7
  8. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Forse ci sono...

    Tra DO e RE è un Tono perché c'è di mezzo il DO#?
    Mentre tra il MI e il FA c'è un Semitono perché non c'è in mezzo nulla? Stessa cosa tra un LA e un LA#?

    Ora, che differenza c'è tra Diesis e Bemolle? Cioè come faccio a capire se un tasto nero è # o B? Io di Bemolle sinceramente mi ricordo solo il SI... Ma come faccio a riprodurlo sulla tastiera? :)

    E' proprio vero che il pianoroll ti semplifica tantissimo la vita! Grazie della spiegazione! :D
     
    15 Feb 2011
    #8
  9. Ellekappae

    Ellekappae Partecipante

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    Parliamo dei tasti neri: prendiamo quello tra Fa e Sol, per esempio. Sarà Fa diesis e contemporaneamente Sol bemolle. Quindi a seconda di quale è "sopra" e quale è "sotto".
     
    15 Feb 2011
    #9
  10. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Quindi LA Diesis e Si Bemolle sono la stessa medesima nota?
    Potrei quindi sempre parlare di Diesis o di Bemolle che sarebbe indifferente?
     
    15 Feb 2011
    #10
  11. Nameless

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    Dunque, le alterazioni accidentali, si possono usare in qualsiasi genere musicale, ma per chi è agli inizi, le sconsiglio, almeno per ora.
    Picci, la tua melodia è palesemente in scala di la minore naturale. In do maggiore è improbabile, inizierebbe con un sesto grado... e non avrebbe senso svilupparla in questa tonalità dato che dopo hai un accordo di re minore, quindi un perfetto spostamento I - IV in la minore. Nella tua melodia non ci sono alterazioni, quindi sei in Do maggiore o in La minore, dato che il pezzo inizia con un accordo arpeggia di la minore.... Il si è un'appoggiatura della nota do, molto bella per i miei gusti.
    Kernell nel blues si compone spesso musica modale, la presenza del sib nella scala di Do significa che è un modo Tetrardus (sol) trasportato alla quarta, quando questo avviene infatti si aggiunge un sib in chiave (la prima alterazione della storia). Ovviamente oggi si utilizzano anche altre alterazioni.
    Ho scritto questa piccola guida considerando la musica tonale o comunque pseudo-tonale, per lo meno basata sulle scale.
    Per chi è agli inizi consiglio di scrivere considerando le scale, poi le alterazioni accidentali si aggiungeranno più avanti.
    Picci se hai altre melodie postale e ti seguo passo dopo passo! :coffee:

    ---------- Messaggio aggiunto alle 21: 59 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 21: 58 ----------

    In questo caso, considerando la tastiera sì, corrispondono alla stessa nota, questa si chiama "enarmonia", una nota, due o più nomi per identificarla :)
     
    15 Feb 2011
    #11
  12. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Un'altra domanda... La nota che da il nome alla scala, dove si situa nella scala? In mezzo?
    Per esempio una scala di LA Maggiore è così:

    Codice:
    T     T     S     [B]T[/B]     T     T     S
    MI    FA#   SOL#  [B]LA[/B]    SI    DO    DO#
    :confused:
     
    15 Feb 2011
    #12
  13. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    No picci, la nota che da il nome alla scala è la prima! La scala di la maggiore è questa:
    la si do# re mi fa# sol#
    Tieni conto che sulla tastiera i tasti neri sono così solamente per distinguerli da quelli bianchi, tant'è vero che negli strumenti ad arco non esiste una differenza visiva.
    Potremmo averli anche tutti bianchi al pianoforte. Insomma, un semitono fra le note bianche non è diverso che fra quelle nere. In pratica, conta le note della scala, tasti bianchi e neri, sono 12, e sono "tutti" semitoni, due semitoni fanno un tono.
     
    15 Feb 2011
    #13
  14. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Ok grazie mille! :)
    Quindi nel caso della scala in LA Maggiore, quando arrivo al SI dopo c'è un Semitono, salto il DO e vado direttamente al DO#?
    Era qua che mi perdevo, perché non avevo un semitono dopo il SI! :LOL:

    Giusto?
     
    15 Feb 2011
    #14
  15. Nameless

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    Il semitono dopo il si è il do, il do# equivarrebbe al tono, quindi in La maggiore salti al do#, esatto :)
     
    15 Feb 2011
    #15
  16. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Altro esempio: Scala in SOL Minore... Devo andare avanti o indietro?
    Quale dei due esempi è giusto? ...sempre che uno giusto ci sia! :D

    Codice:
    T	S	T	T	S	T	T
    SOL	SOL#	LA	SI	DO#	RE	MI
    
    T	S	T	T	S	T	T
    SOL	FA#	FA	MI	RE#	RE	DO


    ---------- Messaggio aggiunto alle 22: 38 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 22: 35 ----------

    Non mi tornano i conti... Ma cribbio! :LOL:

    Io devo seguire questa linea... T T S T T T S

    Quindi: LA SIe poi devo fare un semitono, non un tono... quindi allora viene DO e non DO#...

    Giuro che ci capisco ancora meno di prima! :ROFLMAO: (y) :(
     
    15 Feb 2011
    #16
  17. kernell32

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    sbagli perché parti male..la formuletta per la scala maggiore è NOTA FONDAMENTALE (nel tuo caso SOL) e poi T T s T T T s..quindi ricapitolando NF+T+T+s+T+T+T+s
    invece per la scala minore è NF+T+s+T+T+T+s
     
    15 Feb 2011
    #17
  18. Nameless

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    Tutto errato :)
    Dunque, la scala minore naturale si costruisce così:

    Codice:
    T	S	T	T	S	T	T
    SOL	LA	SIb	DO   RE    MIb	FA
    [/quote]

    In una scala non si ripetono mai due volte le stesse note, quindi non puoi avere due sol anche se diversi o due re, ecc...
    per cui:
    Dal sol ti devi spostare di un tono, per cui vai al la.
    Dal la un semitono per cui, dato che non puoi avere in la# visto che hai già un la, abbasserai il si per avere la distanza di semitono, per cui hai un sib.
    Dal sib sali di un tono, e arrivi al do.
    Dal do sali di un tono, quindi re.
    Dal re sali di un semitono, stessa cosa di prima, non puoi avere il re#, abbasserai il mi che diventa mib.
    Dal mib sali di un tono e troverai il fa.
    La scala minore natura di sol ha due bemolli, che sono il si e il mi :coffee:
     
    15 Feb 2011
    #18
  19. Picci

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    Ok... Credo di aver capito!
    Avete una pazienza signori che non è da poco! :LOL: La contabilità a scuola era più facile a confronto! :D

    Faccio un paio di esempi e poi posto! Grazie mille! :coffee:

    ---------- Messaggio aggiunto alle 23: 01 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 22: 53 ----------

    Allora... Partivo con il piede sbagliato... Vediamo se ora ho davvero capito! :D

    1° esempio: Scala in RE Maggiore:

    Codice:
    T	T	S	T	T	T	S
    RE	MI	FA	SOLb	LAb	SIb	DO

    2° esempio: Scala in Fa Minore:

    Codice:
    T	S	T	T	S	T	T
    FA	SOL	LAb	SIb	DO	REb	MIb
    ...e quindi seguendo questo ragionamento non avrò mai un Diesis (#) ma sempre e solo dei Bemolle (b), perché appunto se salgo di un Semitono, non potrò mai avere la stessa nota che avevo prima in #, ma dovrò per forza prendere la nota dopo e scendere in Bemolle... Giusto?
     
    15 Feb 2011
    #19
  20. Nameless

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    Due notizie, una buona e una cattiva :p
    Partiamo dalla buona? Ok, la scala di fa min naturale è perfetta!
    Quella di re mag è completamente sbagliata...
    re, poi sali di un tono e arrivi al mi, a questo punto devi salire di "un tono", per cui non avrai un fa, perché saresti salito di un solo semitono, quindi in questo caso lo alzi! E diventa fa#, ora devi salire di un semitono e vai al sol, ecc... capisci se devi utilizzare i b o i # facendo proprio in questo modo, capendo cioè se devi alzare la prossima nota o abbassarla! devi fare parecchi tentativi!
     
    15 Feb 2011
    #20

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