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Guida Ho scritto una melodia, ma a quale scala appartiene?

Discussione in 'Composizione e Arrangiamento' iniziata da Nameless, 15 Feb 2011.

  1. Markus Terry

    Markus Terry Utente Molto Attivo

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    :D il mio commento era ironico..ed era riferito a coloro che tentano di capire queste basi non di certo a te o a me che le sappiamo...:rolleyes:
     
    16 Feb 2011
    #35
  2. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    :eek: Mi prendi in giro?!! :angry:

    :D Sto scherzando! :D
     
    16 Feb 2011
    #36
  3. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Ah, allora devo aver frainteso sorry :coffee:
     
    16 Feb 2011
    #37
  4. Markus Terry

    Markus Terry Utente Molto Attivo

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    :D permettimi è come intraprendere la professione da ing. per sentito dire :D prenditi qualche libro e se hai una key oppure un piano fai esercizi e poi le scale le sai :p.....ah prima bisogna anche saper leggere le note sul pentagramma...ma dopo questo ti ritorna utile anche per le composizioni....la melodia ha un senso e non è banale....
     
    16 Feb 2011
    #38
  5. Nameless

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    Be', quando ho scritto questa discussione, davo per scontato che le scale bene o male si conoscessero... Comunque ora hai imparato a costruirle, esercitati molto, fai anche quelle cromatiche (sui tasti neri). Quando avrai preso dimestichezza prova a rileggere questo tutorial :)
     
    16 Feb 2011
    #39
  6. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Sapere consigliarmi qualche libro che posso leggermi e usare per fare esercizi con la mia keyboard? :)
     
    16 Feb 2011
    #40
  7. Markus Terry

    Markus Terry Utente Molto Attivo

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    Vai in un negozio di musica dove vendono strumenti ecc e cerchi dei libri per pianoforte dove sono fatti a moduli, una sottospecie di progetto modulare, come ho detto se non sbaglio ci sono dei fascicoli di Alessandro Longo che partono dalle basi e man mano si va avanti, sono fascicoli che hanno già un bel pò di anni però è la base!
     
    16 Feb 2011
    #41
  8. Nameless

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    Compra innanzitutto un libro di "teoria musicale", leggilo bene, poi uno di solfeggi parlati, uno semplice semplice potrebbe essere il Pozzoli primo corso, mi pare edito dalla ricordi. Compra anche un libro di scale, così hai le diteggiature scritte. Per il resto ci va pazienza, dedizione e un aiuto esterno sarebbe utilissimo.
     
    16 Feb 2011
    #42
  9. Markus Terry

    Markus Terry Utente Molto Attivo

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    Quoto!:coffee:
     
    16 Feb 2011
    #43
  10. Picci

    Picci Il Katalikammello Amministratore

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    Si qualcuno di voi pensa di fare un giro per il mondo, quando arrivate in Svizzera fermatevi da me! :LOL:

    Grazie per le dritte! Vedrò che posso fare! :)
     
    16 Feb 2011
    #44
  11. Enrico Polanski

    Enrico Polanski Utente Molto Popolare

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    Le cose che scrivi sono giuste (a parte la distinzione fra minore e maggiore in base al fatto se sia allegra o cupa,volevo morire dalla vergogna al posto tuo).
    Secondo me se riordini le idee,e riscrivi il tutto organizzando meglio il testo puo uscire una sorta di infarinatura per principianti piuttosto valida.
    E lascia perde la parte dove insegni come arrivare alla scala dal numero di diesis o bemolle.
    E' piu facile impararlo cosi.
    Per i diesis (da 1 a 7):cautious:ol re la mi si fa do
    Puoi dire semplicemente che l'ultimo diesis aggiunto è la sensibile e basta aggiungere un semitono.
    I bemolle si aggiungono in quest'ordine:
    si mi la re sol do fa
    Traslate l'ordine di 1 e sapete in che tonalità siete:
    fa si mi la re sol do
     
    18 Feb 2011
    #45
  12. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Be', per chi non conosce gli intervalli, precisamente terza minore o maggiore, ti assicuro che percepisce il modo maggiore e quello minore proprio in quel modo. Se elenchiamo i brani tristi che conosciamo e andiamo a vedere in che modo son stati scritti, il 95% di questi (forse di più), sono appunto nel modo minore.
    Per quanto riguarda i diesis e i bemolle sei fuori strada, è giusto quello che dici, ma non in questo contesto. Qui bisogna fare il contrario, il titolo è "ho scritto una melodia, ma a che tonalità appartiene?". Loro "non sanno" qual è l'ultimo diesis in chiave, perché all'interno della loro melodia, l'ultimo diesis (tenendo conto dell'ordine di tali alterazioni) potrebbe anche essere sbagliato, potrebbe esser necessario innalzarlo di un semitono per far sì che la melodia rientri all'interno di una scala. Voglio dire, non hanno uno spartito con le alterazioni in chiave e ne devono identificare la tonalità. Quindi devono contare le alterazioni presenti nella loro melodia, capire se considerarle diesis o bemolli e poi cercare la scala con le stesse alterazioni oppure quella che più si avvicina per poi, "aggiustare le note". Non è semplice, chiaro. Non lo è perché molti han veramente "pochissime" nozioni musicali, o addirittura nessuna. Questa l'ho scritta proprio per loro. Ovviamente se conosci la differenza tecnica fra modo maggiore o minore, è molto probabile che hai imparato anche le scale, quindi il problema di capire a quale di queste rientra una melodia, non lo hai. :)
    Ho usato anche una strada po' più lunga rispetto al trucchetto dell'ultimo diesis, perché in questo modo potevo mettere in luce le scale diatoniche, fermandomi al si. Considerando l'ultimo diesis questo per molti non è possibile, qualcuno potrebbe considerare il mi# credendo che si tratti della sensibile di fa (leggi le risposte precedenti...)
    Comunque sì, è da aggiustare, ma ho veramente poco tempo, appena riesco la perfeziono.
     
    18 Feb 2011
    #46
  13. Enrico Polanski

    Enrico Polanski Utente Molto Popolare

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    Non capisco un po di cose:
    a)una volta che hanno contato le variazioni dovrebbero sapere in che tonalità sono (a meno che veramente non siano 2 sole battute) se la melodia non ha variazioni.
    b)i sequencer in ogni caso riconoscono da soli la scala dalla melodia (tutti quelli che arrangiano da soli una melodia che scrivi,mi viene in mente fruity)
    c)secondo me sapere in che scala si è non fa gran differenza per uno alle prime armi.
    d)non hai messo il modo piu semplice per riconoscere un brano (per i pop funziona praticamente sempre),ovvero guadare il primo e soprattutto l'ultimo accordo che di solito sono quello base (tonica mediale dominante in tonalità maggiore,sopradominante,tonica mediale in minore) e guardare la sensibile discendente per vedere se è armonica o melodica.
     
    18 Feb 2011
    #47
  14. kernell32

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    ..tanto per mettere ancora carne sul fuoco..un brano al suo interno può cambiare tonalità anche 3, o 4, 5 etc etc..
     
    18 Feb 2011
    #48
  15. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    a) Variazioni? Intenti alterazioni o accidenti?

    b)Se costruisco una melodia con le note do# - sib - e tutte le altre diatoniche non credo che il programma riconosca una scala. Dovranno aggiustarla.

    c)L'ho specificato in un altro mio post e se non ricordo male anche in un'altra mia guida. (Comunque la terza dell'accordo si chiama mediante, modale o caratteristica, non mediale...) E qui si parla di melodia, non di intero pezzo. Per di più, come ho già detto, molti brani non sono tonali, ma modali, per cui considerare il primo o l'ultimo accordo non è sempre possibile, proprio perché non si troverebbe la tonalità ma il modo, se è un deuterus è persino senza sensibile. Per questo, anche se semplice, ci vogliono parecchie basi, per non parlare d'interpretare un brano con modulazioni.
    Comunque non è che voglia a tutti i costi aver ragione, è solo che insegnare una precisa cosa per il quale ci vorrebbero parecchie lezioni di studio, non è semplice e bisogna considerare ciò che normalmente non lo è. Ma è possibile gettare quella basi necessarie a una prima comprensione dell'argomento.
    Se continui sicuramente finiremo per migliorarla, perché di sicuro manca qualcosa :)

    ---------- Messaggio aggiunto alle 09: 51 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 09: 47 ----------

    Ho notato di aver confuso c) con d) ghgh. Per quanto riguarda le scale è di primaria importanza per chi è alle prime armi, perché gli consente di capire quali note usare e quali no quando gli strumenti diventano più di uno; e soprattutto può completare una melodia, anche semplice, ma che non stoni.

    ---------- Messaggio aggiunto alle 09: 52 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 09: 51 ----------

    Sì Kernell.. ma tu hai letto il titolo del post?..........

    ---------- Messaggio aggiunto alle 10: 02 ---------- Il messaggio precedente era stato inserito alle 09: 52 ----------

    Anzi, visto che ci siamo, preciso. Nella musica modale non esiste la sensibile, ma solo un intervallo di sesta maggiore nell'ultima battuta fra basso e una voce, che oggi erroneamente si considera sensibile. Per cui se a qualcuno dovesse capitare un pezzo modale, non saprebbe da che parte iniziare per capire in quale "tonalità" si trova, soprattutto perché non esiste. Le modulazioni esistono solamente nella musica "tonale", poi esistono i cambi di modo (modale) che sono diversi. Nella musica atonale, dodecafonica, ecc.. tutto questo nemmeno esiste. E questa l'ho scritta per chi queste cose non le sa.. lo voglio ricordare :)
     
    18 Feb 2011
    #49
  16. kernell32

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    appunto perché hai scritto quel titolo l'ho specificato..una melodia può racchiudere anche diverse tonalità al suo interno..capisco che è una base per chi è alle primissime armi, ma è meglio dirlo..insomma è come voler imparare ad un ragazzo a colorare dicendogli che i colori sono solo il verde e il marrone..quello delle tonalità è un argomento abbastanza semplice da imparare ma pieno di varianti..è tutto spiegato molto bene qui in poche righe.
     
    19 Feb 2011
    #50
  17. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Sì, conosco bene l'argomento. Ma è davvero difficile inserirlo in un tutorial di questo tipo senza generare confusioni. A quel punto avrei dovuto spiegare parecchie altre cose, sarebbe diventato un mega compendio di armonia e non avrei avuto la certezza di far capire bene tutto senza fra l'altro allontanarmi troppo dall'argomento melodia. La prima cosa che s'impara è lo scrivere musica in una sola tonalità, poi a modulare.
    Nei corsi di composizione e in quelli di armonia le modulazioni vengono dopo tutti i tipi di cadenza, i rivolti senza settime e con settime, i ritardi, le progressioni non modulanti (chiaramente), ecc... E qui mi son trovato a dover spiegare come costruire le scale.. Non mi convince molto l'inserimento delle modulazioni qui, anche perché per quelli a cui ho scritto questo tutorial non risulterebbe utile dal punto di vista pratico, voglio dire: non riconoscono a quale scala appartiene la melodia, immagino come possano costruirne una che moduli anche solo ai toni vicini. Le capacità di modulare si apprendono attraverso la pratica, ma prima è assolutamente necessaria una teoria studiata a tavolino e costanti esercitazioni.
    Tratterò l'argomento nei prossimi aggiornamenti dell'altra mia guida, credo sia più indicata.
     
    19 Feb 2011
    #51