1. Scrivi Musica per Film e Game: Corso Online Professionale

    Anche senza conservatorio, in pochi mesi fai musica professionale di qualsiasi genere: dall'Epic Hybrid Trailer all'orchestrale fino a pop o musica elettronica. E fai pratica su veri film americani. Otto mesi e più di 145 ore di lezioni serie e approfondite nella Scuola Online #1 d'Italia su Musica e Cinema Digitale, con 17 anni di storia..

    Composizione, Ritmo, Melodia, Armonia, Storytelling, Sequencer, Strumenti Virtuali, Canzoni: impari tutto, senza orari fissi e facendo pratica già dal primo giorno.

    Ottieni la certificazione VFX Wizard Trained Pro™ e scrivi musica efficace, che ha successo con il corso già scelto da principianti assoluti, producers e anche diplomati di Conservatorio di IIº Livello: perché ti insegna tutto, dalle basi al top della musica digitale.

Play!

Discussione in 'Offerte e News Prodotti Musicali' iniziata da Mariangela Ungaro, 8 Gen 2013.

  1. Mariangela Ungaro

    Mariangela Ungaro Partecipante

    Registrato:
    3 Gen 2013
    Messaggi:
    9
    "Mi Piace" ricevuti:
    11
    Sequencer:
    qbase, nuendo
    RIFLESSIONI SUL MONDO MUSICALE DEI NOSTRI GIORNI.


    Molti tra noi hanno dedicato la propria vita alla musica: per alcuni è stato un puro caso, è cominciato tutto per gioco, come me, che rifacevo sulla tastierina Bontempi che mi avevano regalato a Natale, le musiche che sentivo in TV…Ed erano tempi d’oro perché in prima serata Pinocchio lo girava Comencini e le musiche erano di Fiorenzo Carpi..
    In alcuni casi i genitori non sono addetti ai lavori, ma hanno avuto il buon cuore di mandare a studiare il figliolo: purtroppo erano troppo al di fuori del mondo musicale per capire che per entrare nelle scuole di musica di un certo rilievo bisognava prima “oliare” qualche docente interno che facesse lezioni private...Comunque si entra in una scuola di musica: a qualcuno sarà capitato di incontrare persone deluse da una carriera concertistica che non aveva dato il successo così aggressivamente cercato; alcuni insegnanti non comprendono appieno la valenza umana e il carattere di “missione” dell’insegnamento, percepiscono per lo più la frustrazione (punizione, palliativo per mangiare) di dover insegnare; dimenticano che la musica ha una valenza formativa nello sviluppo intellettuale e culturale della persona in generale. Forse però fanno bene: scoraggiano tutti gli allievi e sfornano meno disoccupati..
    Conclusi gli studi strumentali (non si finisce mai in verità), tutto quello che ti è stato insegnato in alcuni casi è: o sei *** o sei nulla.
    Mentre studiavo Chopin e Beethoven, a casa mi permettevo di rifare al pianoforte qualche colonna sonora di Morricone, o qualche canzone che aveva spopolato a Sanremo, arrangiavo di tutto e sempre meglio..Ma ad una pianista di buona scuola classica, tutto questo non si addice..Ne soffrivo, perché ritenevo che se la disciplina è importante, lo è anche divertirsi di tanto in tanto..Se pensiamo che “suonare” in inglese si dice “play”… Comunque, la mia carriera di pianista continuò molto bene e accettai la gavetta (dobbiamo farla tutti)…L’insegnante mi mandava a fare tutti i concorsi possibili, e *** quante associazioni culturali hanno avuto la mia beneficenza: e sì perché non pagavano mai, ma la cosa importante era “Farsi conoscere..” Ma da chi?! La cosa che mi rincuorava era il complimento di qualche anziana signora impellicciata che, con gli occhi lucidi, diceva che le avevo regalato grandi emozioni..
    I concorsi, ah! Quelli sì che erano divertenti: quando il primo premio prevedeva un compenso in denaro, chissà perché non veniva assegnato..
    E il secondo era quasi sempre di qualche simpaticone che aveva delle conoscenze in commissione..
    Benvenuti nella realtà! A quanto pare è successo a tutti..Comunque oggi, anche se vinci i grandi concorsi, lavori un anno e poi sparisci come i cantanti che durano un’estate. (Giusto il tempo di restituire alla casa discografica i debiti che si sono fatti per farsi lanciare..)
    Andai anche all’Accademia all’estero, sì perché si diceva che “ in Italia butta male”..
    Stessa frittata amici miei, con la differenza che questa volta avevo tutti i compagni che provenivano da uno stesso paese..In un paese europeo mi confessarono che quel paese, da cui provenivano in massa gli allievi, aveva degli accordi di governo che facevano sì che i loro ragazzi potessero studiare lì, a prescindere da quanto valessero realmente, in modo che gli insegnanti del paese che li accoglieva, andassero in quel paese a far concerti..un bello scambio culturale!..
    Questa volta però non me ne cruccia particolarmente perché avevo trovato un lavoro vero in Italia, una cattedra umanistica a tempo indeterminato. Studiare – non musica, la tragedia era proprio quella!- era servito a qualcosa.
    All’inizio ero indecisa, sapevo che questo lavoro mi avrebbe portato lontano anni luce dalla carriera concertistica, ma poi conobbi un giovane che mi schiarì le idee: era un genio degli 88 tasti, aveva studiato in Germania..Era tornato in Italia e non combinava niente, se non qualche concerto che gli passava la madre, una nobildonna della crème milanese..
    A quel punto capii che per fare i concertisti bisogna essere in due situazioni: o non avere assolutamente niente (Petrushanskji, parlando di come aveva iniziato, diceva :“Tutti in Russia fare fame, avvocato fare fame, dottore fare fame, io almeno fare pianista”..) oppure essere ricchi, molto ricchi..
    Non ero né l’uno né l’altro e decisi di tornare a Milano e prendere servizio nella scuola di Stato.
    La musica non la abbandonai, certo che no, avrei rinnegato la mia natura..E allora?
    Decisi di fare quello che avevo sempre voluto: scrivere e suonare la musica che adoravo, TUTTA la musica!
    La cultura è fondamentale, è una delle mie poche certezze, ed entrai in Conservatorio a studiare Composizione .
    Sono estremamente grata ai miei insegnanti, gli devo tutto quello che so e glielo ricordo appena ne ho l’occasione, solo che le dinamiche dei Conservatorio in certe classi –non nella mia, grazie al cielo!- spesso le trovavo ingiuste.
    ..In certi casi sembrava di essere nel settecento, al massimo nell’ottocento, a seguire il “Maestro” artista inconfutabile, ricco di esperienza, unico in grado di guidare tutti gli allievi, in una dimensione esclusiva e privata: in molte classi, da quelle di strumento a quelle di direzione, non c’era alcuno o poco scambio tra gli studenti, ognuno impegnato a fare il suo compitino meglio degli altri o imparare alla svelta come si fa il portaborse. In molti casi, fortunatamente non in tutti, le uniche dinamiche di gruppo erano così tristi, uno sputare veleno e trasudare invidia continui..Mi misi anche nella consulta studentesca, per capire meglio, per fare qualcosa, perché quando ero giovane e carina credevo in tante cose, affrontavo le problematiche con la veemenza e l’innocenza di chi è fiero di stare in trincea..Lo faccio ancora adesso, lo insegno a mia figlia, anche se è tutto mediato dall’età adulta che dà il giusto valore alle cose, almeno spero…
    Ai corsi superiori non c’era molta scelta su quello che potevi comporre: o musica contemporanea o.. musica contemporanea! La cosa paradossale era che se non componevi la musica che il grosso del pubblico ritiene “inascoltabile” nessuno lì ti ascoltava..Ho voluto vederci chiaro..Mi sembrava assurdo che nel tempio della Musica si insegnasse a senso unico..E così ho scoperto che di musica contemporanea ce n’è di splendida, manca la cultura per comprenderla, perché manca una vera educazione all’ascolto sin dalle scuole primarie, e poi ci sono dei pericolosi personaggi che non hanno più nulla da dire, ma che non lasciano posto a chi merita.. Nessuno va a quei concerti, ma a certi artisti che gliene importa: alcuni di loro poi, sono pagati dallo Stato per insegnarla, e non devono certo preoccuparsi se non guadagnano con i concerti delle loro musiche incomprensibili e noiose, o se di concerti non ne fanno affatto..Ma noi, nuova generazione, dobbiamo preoccuparci e come!
    Però qualcuno critica chi si mette a fare musica di consumo perché deve sbarcare il lunario!
    Tutto ciò resta nelle mente di parecchi come una ferita, e ogni volta che si dedicano a produzioni musicali non “degne dei loro studi”, ma devono farlo per vivere, si sentono pervasi di tristezza come se stessero tradendo chissà quale arcano ideale…
    La musica da film neanche nominarla da parte di certuni, quella “roba di serie B”, eppure c’è un intero mondo nella musica per immagini che, fatta sapientemente, gratifica moltissimo ed è terribilmente complessa, una sfida con i tempi, le sincronizzazioni che non devono uccidere le frasi musicali, le descrizioni che vanno al di là dell’immagine stessa e che la Musica può davvero connotare nel profondo.
    Non credo sia molto edificante che i Conservatori sfornino disoccupati, e quei pochi che sono occupati possono ritenersi fortunati se trovano posto proprio in quella istituzione che non li ha preparati al mondo del lavoro..Lo trovo un perverso meccanismo di riassorbimento, una sorta di auto-alimentazione. Ma sembra finita anche questo.
    Se la musica non entra a pieno titolo nelle scuole elementari e alle superiori, ora che Conservatori sono diventati università, la vedo molto male..E pensare che, con qualunque maestra o professoressa parli, pagherebbe oro per avere uno specialista di musica perché lei magari è stonata..Ingiustizie del mondo..
    Tra le ingiustizie ci metto anche un’altra questione: spesso chi fa musica per la tv o la pubblicità non è un musicista con i nostri studi e la nostra competenza ma ci passa davanti perché è un ottimo “smanettone” di pc, mac, rotelline di mixer e produce un prodotto sonoro che si sente..Ricordo come fosse ora, il mio incontro con il mio primo regista: mi presentai da lui con le partiture della musica che avevo scritto per il suo film…Lui mi guardò come avrebbe potuto guardare la piccola fiammiferaia, e dopo aver osservato i pentagrammi -al contrario- mi fece uno sguardo che malcelava un immenso punto di domanda…
    Lavoro ancora per lui, oltre che per diversi altri, scrivo ancora i miei lenzuoli in A3 con la matita, ma ora sono una maga di Nuendo, produco dischi, e ho un mio studio di produzione.
    La tradizione conservatoriale è un patrimonio che non può e non deve essere messo da parte, ma dovrebbe, man mano che ci si avvicina alla fine degli studi, con la specializzazione, aprirsi all’esterno, conoscere il mercato, e rendere i suoi programmi di studi professionalizzanti.
    E qui cominciano i guai..
    A prescindere dagli “arroccati nelle torri d’avorio” di cui parlavo prima (se ne stiano pure lì, meno concorrenti!) il problema è che si sa quanto sia sconfortante certa non-cultura musicale prodotta dalla nostra società.. Il tutto però è risolvibile: da un lato l’educazione all’ascolto della “musica patrimonio culturale” da parte dei più piccoli, possibilmente proseguita fino agli studi liceali, dall’altro colmare progressivamente la frattura tra artista e pubblico.
    Ricucire non sarà facile, visto che spopolano tra la massa unidimensionale Xfactor, Amici, Grande Fratello e L’Isola dei famosi…(e metto nella lista pure certi Sanremo) ma dobbiamo avere fiducia e cominciare a lavorare con coerenza e decisione. Anche per salvare la musica contemporanea, che attualmente il pubblico disprezza ( e anche tanti strumentisti, perché per far suonare un pezzo spesso il povero compositore colto sembra chieda l’elemosina!)
    Persino la musica pop da qualche anno si sta “acculturando” con arrangiamenti che prevedono gli archi, l’orchestra, assoli di flauto o violino. Conosce alla perfezione e sta facendo tesoro delle nuove frontiere dell’elettronica. Personalmente passo molto tempo a rifare cover di musica leggera aggiungendo orchestrazioni anche molto complesse, che i cantanti emergenti utilizzano ai loro concorsi e che amano moltissimo.
    Si potrebbe partire da quello che la gente conosce, ri-conosce: solo la conoscenza genera godimento. A ciò, gradatamente, aggiungere elementi nuovi, sempre più colti e per pochi eletti..Ma gli eletti questa volta saranno tanti..
    Anche conoscere e fare musica leggera o di consumo non è un abbassamento, un’umiliazione, se fatta con il piacere di chi conosce la cultura e la inserisce nel modo giusto: Mahler docet.
    Si potrebbe anche partire dalla musica e colta e contestualizzarla in modo diverso: via quei riti dell’ottocento..Quello che esprimiamo è nero come i nostri abiti severi!
    Ancora, valutare con coerenza le nuove opere e i nuovi compositori e/o interpreti e dargli il giusto spazio che meritano, senza le perdite di tempo di concorsi e festival fasulli.
    La gente non è stupida e può apprezzare la musica di valore, deve solo conoscerla: dovrebbe farci riflettere il fatto che il grosso delle musiche del repertorio colto sono note al grande pubblico perché utilizzate da Kubrik nei suoi film (Ligeti compreso) per non parlare di quanti comprano i dischi di colonne sonore (e spesso sono orchestrazioni classiche di tipo wagneriano,-pensiamo al “Signore degli anelli”- ma la gente le ascolta, probabilmente la non competenza musicale è sopperita da un rimando iconografico, ma vi assicuro che le apprezza!). E quanti hanno conosciuto il grande Rackmaninov grazie al film “Shining”?!
    Ho notato personalmente una grandissima voglia da parte di giovani esecutori ad eseguire musica nuova, comunque elaborata in molti casi anche difficile, ma nuova e che esprima davvero perché comunica con codici comprensibili e universali…E questo mi fa molto ben sperare..
    Il segnale che si vuole abbracciare la cultura, quando proposta, è notevole.
    Comunichiamo! Ne vale la pena.
    Sono ottimista.


    Mariangela Ungaro
     
    8 Gen 2013
    #1
    A Biohazard, JACK61, DaniGiunta e 4 altri utenti piace questo messaggio.
  2. GenDy

    GenDy Colonna del Forum

    Registrato:
    25 Ago 2008
    Messaggi:
    781
    "Mi Piace" ricevuti:
    368
    Sequencer:
    Fl Studio - Studio One
    il post lo potevi intitolare
    "Lettera di un' innamorata"
    se la parola musica la sostituisci con un nome maschile sembra di leggere una lettera di amore e odio tra due innamorati:)
    Questo per dirti che si percepisce la tua passione verso la musica :wub:

    Sono pienamente d'accordo quando dici che il mondo dell'insegnamento musicale è chiuso in se stesso, l'esempio è l'insegnamento nelle scuole dell'obbligo identico da 30 anni;
    quello che studiavo io lo studia mia figlia adesso, sempre le stesse noiosissime canzoni con il flauto.
    Ma mi chiedo è così difficile fare altro di più moderno, un insegnamento all'ascolto delle canzoni.
    Allo stesso modo a me è sempre piaciuta la musica ho sempre suonato a orecchio e adesso con piccoli passi e tanta ricerca su internet assimilando un pò da una parte e un pò dall'altra ho capito la relazione tra armonia e melodia scale e accordi(quelli principali) , mentre se ti affidi a solamente a libri(consigliati) è molto più difficile capire è tutto più complicato ( mi sembra quasi voluto) .
    Ho seguito anche un breve corso e anche li la docente spiegava come se fossimo in conservatorio
    E' arrivato il momento per la musica( quella insegnata ) di rimodernarsi.
    questa è la cosa più importante :)
    ciao e buona musica
     
    8 Gen 2013
    #2
    A Mariangela Ungaro piace questo elemento.
  3. Mariangela Ungaro

    Mariangela Ungaro Partecipante

    Registrato:
    3 Gen 2013
    Messaggi:
    9
    "Mi Piace" ricevuti:
    11
    Sequencer:
    qbase, nuendo
    grazie GenDy!
    Coraggio, prima o poi le cose andranno meglio per la musica e chissà che non si cominci ad insegnarla in modo diverso..
    io ci provo nel mio piccolo, partendo proprio dai più piccoli..
    ecco qui:
    http://scuolawebpertutti.blogspot.it
    BUONA ARTE!
     
    8 Gen 2013
    #3
  4. Painkiller

    Painkiller Eroe del Forum

    Registrato:
    22 Apr 2011
    Messaggi:
    2.081
    "Mi Piace" ricevuti:
    1.571
    Sequencer:
    Presonus Studio One
    Questa è una delle testimonianze più fantastiche che abbia mai letto, mi dispiace davvero non averla notata in tempo!

    E' infatti il sistema culturale della musica nel suo complesso che va modernizzato, ma prima ancora rivoluzionato, portando alla gente la cultura necessaria.
    Infatti è proprio la mancanza di cultura che riduce molta gente a credere alle menzogne che spesso vengono elargite proprio dai rappresentanti delle vecchie scuole che anche non meritandoselo, vogliono comunque restare a galla, e questo vale non solo per la musica ma un pò per tutto.

    L'importante è credere in quello che si fa, prima di tutto essendo onesti con se stessi senza cedere mai il passo alle mode, ed al solito viavai di gente che non meriterebbe nulla perché non ha davvero nulla di positivo, culturale, da comunicare.
    In fondo potremmo ancora farcela.
     
    23 Gen 2013
    #4
    A Mariangela Ungaro piace questo elemento.
  5. Mariangela Ungaro

    Mariangela Ungaro Partecipante

    Registrato:
    3 Gen 2013
    Messaggi:
    9
    "Mi Piace" ricevuti:
    11
    Sequencer:
    qbase, nuendo
    Grazie Biohazard!
     
    23 Gen 2013
    #5