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Guida Semitono, tono e intervalli

Discussione in 'Composizione e Arrangiamento' iniziata da Nameless, 15 Mar 2011.

  1. Nameless

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    Introduzione

    Ciò che di seguito troverete scritto in corsivo, rappresenta informazioni che vanno oltre la conoscenza basilare del contesto di questa piccola guida.

    La nostra musica è composta da un totale di dodici note. Generalmente si tende a pensare che siano sette, non è del tutto errato. Quando si parla di una scala musicale si considerano sette note, così come quando si deve scrivere un pezzo: do – re – mi – fa – sol – la – si, e così via. Questa è chiaramente la scala di Do maggiore, per cui se si vuol scrivere un brano in Do maggiore si utilizzeranno in linea di massima solamente queste sette note che fra l'altro, corrispondono ai “tasti bianchi”, detti diatonici, di un qualsiasi strumento a tastiera, pianoforte, organo, tastiera elettronica, fisarmonica, ecc... tranne per uno strumento, il clavicembalo, infatti tale strumento ha il colore dei tasti invertiti: neri quelli che al pianoforte sono bianchi (diatonici) e bianchi quelli che al pianoforte sono neri (cromatici). All'interno di una composizione si possono, chiaramente, utilizzare tutt'e dodici le note, che non sono altro che le sette già conosciute ma alterate.
    Nella musica dodecafonica è d'obbligo l'uso di tutt'e dodici le note.
    Nei programmi che solitamente si utilizzano, come Fruity loops e altri, le note sono indicate con la notazione anglosassone: A – B – C – D – E – F – G che corrispondono nell'ordine a LA – SI – DO – RE – MI – FA – SOL. (Esiste anche la lettera H che corrisponde al sib, ma nei programmi non si trova quasi mai).
    Come già accennato, le note che corrispondono ai tasti bianchi del piano, si chiamano suoni o note diatonici/he e sono per l'appunto sette. Ma ci sono anche cinque tasti neri all'interno di un'ottava, questi sono detti suoni o note cromatici/he e sommati a quelli bianchi fanno appunto, dodici note. Qui di seguito vediamo una tastiera a due ottave:

    [​IMG]

    È doveroso fare una precisazione, nonostante i tasti neri siano più sottili di quelli bianchi, la distanza che intercorre tra un suono e l'altro è sempre la stessa. Per cui nel suonare do – do# e mi – fa, percepiremo lo stesso intervallo di semitono, ovvero la distanza più piccola che conosciamo negli strumenti a tastiera.
    Quando su una tastiera abbiamo le stesse distanze fra i dodici semitoni, si definisce temperamento equabile. In passato le distanze fra i diversi semitoni della tastiera variavano.
    Al di là degli strumenti a tastiera che ci obbligano a suonare note predeterminate, con gli strumenti ad arco (Contrabbasso, Violoncello, Viola, Violino) e alcuni di quelli a corda (chitarra, arpa, per esempio), quelli a fiato (flauti, trombe, ecc...) si possono suonare i quarti di tono, detti microtoni. Per di più le note enarmoniche (*vedi sotto) non corrispondono perfettamente. Esistono infatti due tipi di semitono, che si differenziano tenendo in considerazione la suddivisione del tono in nove parti, dette “comma”. Il semitono cromatico è considerato maggiore (RE – Mib) ed è composto da 5 comma, il semitono diatonico è minore (RE – RE#) ed è composto da 4 comma.

    Il semitono (detto anche mezzotono) è la distanza più piccola che intercorre fra una nota e l'altra sulla tastiera, il tono è formato da due semitoni.
    Nella notazione musicale, si è reso necessario diversificare il nome delle note, chiamandole # (diesis) per innalzare di un semitono una nota, b (bemolle) per abbassarla di mezzotono e [​IMG] (bequadro) per annullare la precedente alterazione.
    Per cui una stessa nota, potrà esser chiamata diesis o bemolle:
    Il do# corrisponde al reb, il fa# al solb, ecc... questa si chiama *enarmonia o suoni omofoni.
    Una nota può essere innalzata anche di due diesis o abbassata di due bemolli, l'effetto sarà un innalzamento di due semitoni (o un tono) o un abbassamento di due semitoni (o un tono) e si scrive così:
    doppio diesis “x”
    doppio bemolle “bb”
    Queste alterazioni potranno essere annullate col doppio bequadro, se invece si intende per esempio in un doppio diesis annullare un solo diesis, si potrà scrivere bequadro#, oppure la nota seguita da un solo diesis (anche se il diesis è già in chiave).

    [​IMG]

    Il semitono sulla tastiera è la distanza fra il tasto bianco e il primo tasto nero che lo precede o lo succede (DO – DO#, RE - REb) o viceversa, ed è anche un semitono la distanza che vediamo tra MI – FA e anche tra SI – DO. Il tono è per l'appunto, formato da due semitoni (DO – RE, RE – MI, MI – FA#, ecc...)

    Gli intervalli

    Premetto che gli intervalli che seguiranno, sono i più utilizzati, ma che ne esistono molti altri che ho preferito evitare per non generare confusioni, dal lato pratico sono utilizzati molto raramente e solo in particolari triadi, quadriadi o pentiadi appartenenti a composizioni costruite su rare armonie.

    L'intervallo è la distanza che intercorre fra una nota e l'altra. Può essere di due tipi, orizzontale o verticale. Gli intervalli orizzontali sono quelli che costituiscono una melodia, si generano suonando una nota conseguente a un'altra (do e poi re). Quelli verticali si generano suonando due o più note simultaneamente, in contemporanea (bicordi, accordi, ecc...)
    I nomi degli intervalli sono:
    Unisono, seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava; (si può andare bel oltre, suonando l'organo è facile parlare di quindicesime, sedicesime, diciassettesime, ecc...)
    Un intervallo può essere: minore, maggiore, giusto, diminuito (o deficiente), più che diminuito, aumentato (o eccedente), più che aumentato.
    Prendiamo in considerazione gli intervalli suesposti, ricordando che ogni intervallo può essere rivoltato e che una volta rivoltato cambierà il proprio modo*.

    Intervallo di unisono: si ha quando, nel lato pratico, due strumenti suonano la stessa nota, quando due cantanti cantano la stessa nota nella stessa ottava. Per cui su un piano roll avremo l'unisono quando due strumenti suoneranno la nota c4, oppure re4 o mi5, ecc...
    In pratica è un raddoppio della stessa nota o di un'intera melodia nella stessa ottava, per cui si parlerà di melodia all'unisono.
    L'unisono può variare la propria distanza, può essere giusto se appunto le due note corrispondono, e poi:
    diminuito se abbassato, DO– DOb
    eccedente, DO– DO#
    All'unisono corrispondono gli intervalli di ottava, con la differenza per l'appunto, che i suoni vengono emessi a una o più ottave l'uno dall'altro.
    *Se giusto non può essere rivoltato, diversamente diventerà un'ottava e resterà "giusta".

    Intervallo di seconda: minore, maggiore.
    Un esempio pratico di seconda è Do – Re, ma anche RE – MI e così via.
    Utilizziamo per semplicità la nota di partenza Do:
    L'intervallo di seconda minore è Do – Reb (un semitono)
    L'intervallo di seconda maggiore è Do – Re (un tono)
    *Se rivoltato diventerà RE – DO, una settima, minore se la seconda era maggiore e viceversa.

    Intervallo di terza: minore, maggiore.
    Un esempio pratico di terza è Do – Mi, ma anche RE – FA# e così via.
    L'intervallo di terza minore è Do – Mib (un tono più un semitono).
    L'intervallo di di terza maggiore è Do – Mi (due toni).
    *Rivoltato diventa una sesta MI – DO, maggiore se la terza era minore e viceversa.

    Intervallo di quarta: giusto, diminuito, aumentato.
    Un esempio pratico di quarta è DO – FA, ma anche RE – SOL e così via.
    L'intervallo di quarta giusta è DO – FA (due toni più un semitono).
    L'intervallo di quarta diminuita è DO – Fab (due toni).
    L'intervallo di quarta aumentata è DO – FA# (tre toni).
    *La quarta (come la quinta, l'unisono e l'ottava) è detta giusta perché se rivoltata resta tale, una quarta giusta rivoltata diventerà DO – SOL, ovvero una quinta “giusta”.
    La quarta aumentata rivoltata diventerà FA# - DO, quinta diminuita, ecc...

    Intervallo di quinta: giusto, diminuito, aumentato.
    Un esempio pratico di quinta è DO – SOL , ma anche RE – LA e così via.
    L'intervallo di quinta giusta è DO – SOL (tre toni più un semitono).
    L'intervallo di quinta diminuita è DO – SOLb (tre toni).
    L'intervallo di quinta aumentata è DO – SOL# (quattro toni).
    *La quinta giusta rivoltata diventerà SOL – DO una quarta giusta.

    Intervallo di sesta: maggiore, minore.
    Un esempio pratico di sesta è DO – LA , ma anche RE – SI e così via.
    L'intervallo di sesta maggiore è DO – LA (quattro toni più un semitono).
    L'intervallo di sesta minore è DO – Lab (quattro toni).
    *Se rivoltato diventerà LA – DO, una terza, minore se la sesta era maggiore e viceversa.

    Intervallo di settima: maggiore, minore.
    Un esempio pratico di settima è DO – SI, ma anche RE – DO e così via.
    L'intervallo di settima maggiore è DO – SI (cinque toni più un semitono).
    L'intervallo di settima minore è DO – Sib (cinque toni)
    *Se rivoltato diventerà SI – DO, una seconda.

    Troverete a giorni il link qui di seguito, alla mia guida sulla costruzione degli accordi --->
     

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    15 Mar 2011
    #1
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  2. DjSopy

    DjSopy Rain Man

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    Ottima guida, molto utile :)
     
    16 Mar 2011
    #2
  3. richard dj

    richard dj Utente Molto Popolare Studente Base Computer Music

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    Grazie di cuore Nameless, veramente molto utile.
    Il bello è che la vera necessità di un forum sta prorprio nell'aiutarsi vicendevolmente, nel chiarire cose che magari già si sanno, ma che ahimè, purtroppo nessun libro può stare a chiarire dubbi, qui invece è come seguire delle lezioni in aula con un docente che ti spiega meglio le cose e che te li chiarisce questi dubbi.Infatti io possiedo ancora il libro di musica della scuola superiore, ma gli argomenti musicali in esso spiegati, sono scritti in un modo non molto comprensibile per un profano come me, e questo penso succeda pure ad altre persone.Ecco perché considero molto utile quello che fate voi tutti qui sul forum un ottimo lavoro, perché così come le spiegate le cose sono rese molto più facilmente comprensibili, poichè già di per sè diciamocelo pure, la musica è la cosa più bella del mondo, ma certo non è nemmeno tra le materie più facili. Ancora grazie ;)
     
    16 Mar 2011
    #3
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  4. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Bene ragazzi, son felicissimo di aiutarvi :)
     
    16 Mar 2011
    #4
  5. Holiver Thomas

    Holiver Thomas Utente Molto Popolare

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    bella namelless il semitono si divide anche di due specie: diatonico e cromatico. Il diatonico è quando è formato da due suoni di nome diverso: do – reb; cromatico quando è l’alterazione di uno stesso suono: do – do# fisicamente i toni ed i semitoni variano di natura tono maggiore e tono minore, semitono maggiore e semitono minore. Il tono minore ha una lieve differenza di vibrazioni in meno rispetto al maggiore COMUNQUE BELLA SPIEGAZIONE BRAVO BELLA IDEA OGNI TANTO CI VA UN PO DI SCULA MUSICALE
     
    16 Mar 2011
    #5
  6. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Grazie Holiver! Nella guida ho scritto anche dei due tipi di semitono, cromatico e diatonico, con i relativi comma, dove ho anche citato i quarti di tono, te lo sei perso per strada :D :coffee:
     
    16 Mar 2011
    #6
  7. Holiver Thomas

    Holiver Thomas Utente Molto Popolare

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    hhihihhi me sa di si ;):D
     
    16 Mar 2011
    #7
  8. dj charlie g

    dj charlie g Partecipante

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    ottima guida :)
     
    17 Mar 2011
    #8
  9. Firriox96

    Firriox96 Colonna del Forum

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    Sei un grande Nameless ;)
     
    17 Mar 2011
    #9
  10. Nameless

    Nameless Il Senza Nome Utente VIP

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    Esagerato :rolleyes:
     
    17 Mar 2011
    #10
  11. DjSt3

    DjSt3 Partecipante

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    ottima guida,sempre ben'accette! :)
     
    30 Mar 2011
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